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Morto un papa se ne fa un altro?

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  È morto papa Francesco. Molti lo ricorderanno. Ma davvero un papa è facilmente “sostituibile”? e chi fa il papa?   Umberto R. Del Giudice   Molti ricorderanno papa Francesco. Personalmente ricorderò il giorno della sua elezione (per un motivo fortuito mi trovavo in Curia romana, sebbene fosse chiusa al pubblico). Ricorderò, come molti, il suo primo saluto ma anche la svolta data alla Curia e alle pratiche ecclesiali. Ricorderò anche le battute scambiate con lui. Ad una mia domanda secca fu visibilmente dispiaciuto per la mancata presa di posizione della Chiesa. Poi risolse con un sorriso e una battuta. Ci capimmo: non c’era bisogno di altro…   Ho anche ricordi vividi dei papi precedenti: Giovanni Paolo II e Ratzinger, per motivi e circostanze differenti. Ma, i romani lo sanno, la Chiesa vive di praticità: “morto un papa se ne fa un altro”, che non è un modo di dire alla pari del “è morto il re, viva il re…”. La frase dei cittadini dello Stato pont...

Ambiguità del rito e ambiguità nel rito

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Nell’Ottavo giorno i cristiani celebrano la Pasqua del Signore e ogni Domenica “fanno memoria” della sua morte e resurrezione. Ridurre tutta la Pasqua a una sola Domenica può risultare ambiguo, per la teologia e per la prassi.   Umberto R. Del Giudice   Com’è noto, una volta l’anno i cristiani celebrano l’opera salvifica del Signore in modo particolare con i riti pasquali propri del Triduo e dell’Ottava. Andrea Grillo , tra altri, più volte ha richiamato alla necessità di ricondurre la comprensione della stessa Pasqua annuale alla considerazione del Triduo come la scansione in vari momenti di un unico grande evento (che si prolungherà nella Ottava di Pasqua).   Preme però aggiungere, tra auguri e sticker digitali, che la Pasqua è, di fatto, celebrata ogni Domenica. Anzi, è proprio questo giorno, il giorno del Signore ( dies dominicus , appunto) ad essere centrale in tutto l’anno liturgico. Vale la pena richiamare i passaggi con cui la Costituzione Sacrosanct...

Se regge la duplice natura del potere ecclesiastico: potestà dominativa o carisma battesimale?

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    La nomina di sr Simona Brambilla ha rilanciato il dibattito sull’essenza della potestà nella Chiesa: come (ri-)pensare la potestas ?   Umberto Rosario Del Giudice   Il 6 gennaio scorso, è stata pubblicata la nomina a Prefetto di Suor Simona Brambilla già Segretario del medesimo Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. La nomina ha suscitato varie reazioni e ha amplificato l’attenzione su alcuni elementi. La sintesi circa le varie questioni aperte è offerta sul blog di Andrea Grillo il quale, per ora, appare tra i pochi che tematizzano le argomentazioni dei profili giuridici anche sotto il profilo sistematico-teologico (rimando anche agli approcci di Severino Dianich e Serena Noceti). La notizia che colpisce la “vulgata” è che una “donna” sia a capo di un Dicastero. Tuttavia, questa “news” rimanda a ben altre questioni le quali, se analizzate, rendono opaca la novità della notizia. Provo a sintetizzare alcuni rimandi. ...

Parole omiletiche tra rito e narrazione infelice; anzi, dannosa

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  L’omelia non è solo un’arte: è un’azione rituale, un percorso mistagogico che immerge nell’azione salvifica di Dio che si concretizza nella storia della comunità. Se i racconti religiosi di per sé possono essere “equivoci” e, a tratti, “ambigui”, non può essere più consentita una narrazione omiletica che rimanda ad un’immagine di Dio fasulla, dannosa, diabolica.     Umberto Rosario Del Giudice   Un’omelia dannosa In “una” diocesi italiana si è tenuto un rito funebre per la morte di una donna che ha affrontato ben tre tumori diversi. Dopo un periodo di lotta estrema, il corpo della donna ha ceduto. La salutano marito, figli, amiche, amici. Da tutta Italia, più di quattrocento persone giungono in un paesino dell’entroterra per essere presenti al rito funebre. Un’accorata folla che dimostra quanto questa donna si sia resa àncora, amica, sostegno, sia per familiari e amici, quanto per molte persone che, pur conoscendola per poco, l’hanno tanto stimata e...

Sinodo finito. Sinodo iniziato?

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  Il Documento finale del Sinodo dei Vescovi appare come il risultato di una grande rilettura del Concilio Vaticano che però ha messo in luce ancora un limite di alcune impostazioni: dalla Chiesa sinodale con caratteristiche amministrativistiche alla Chiesa amministrativistica e giuspositivistica con profili sinodali. Quale strada percorrere?     Umberto Rosario Del Giudice   Propongo un breve commento sul Documento Finale del Sinodo dei Vescovi e sui relativi “Risultati delle Votazioni” che appaiono molto indicativi. Vorrei premettere innanzitutto che chi scrive conosce alcuni padri e alcune madri sinodali ed è rispettoso dell’immenso lavoro che i sinodali hanno compiuto nella stesura del documento in un’aula sinodale a dir poco eterogena, e immagina lo sforzo compiuto per raggiungere il consenso su varie questioni. Tuttavia, il Documento sarà oggetto di prassi ecclesiale e di studio e quindi le reazioni non si possono mettere a tacere col solo argomen...

Bibbia e Liturgia: una relazione fontale per la formazione

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Iniziano a breve alcuni incontri di formazione sulla relazione tra Bibbia e Liturgia. La Sacra scrittura e l’azione rituale sono intimamente connesse e sono, insieme, luogo teologico dove la “Parola” si fa azione, crea e salva.   Umberto Rosario Del Giudice   Grazie all’invito del mio Parroco, don Angelo Aminto, a breve darò inizio ad un ciclo di incontri di formazione per i lettori (istituiti e de facto). Gli incontri però sono aperti a tutti e hanno lo scopo di fornire gli strumenti minimi per un approccio liturgico e critico al tempo stesso ai testi del Lezionario. I due approcci non sono in conflitto né in piena continuità. L’ermeneutica liturgica e la critica testuale sono due metodi differenti: bisogna però in qualche modo saperli armonizzarli e per almeno due motivi. Il culto cristiano (che oggi chiamiamo liturgia) è il luogo da cui e in cui sono nati i testi biblici (soprattutto quelli neotestamentari). Solo nell’azione liturgica il testo biblico si offre...

Consacrazione, ordinazione o istituzione? Il sacramento dell’ordine tra giurisdizione e ministerialità

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    La riflessione circa la possibilità di una “potestà” dei “laici” passa anche per una ricostruzione storica dell’esercizio della potestà e della ordinazione sacerdotale (ed episcopale). Rimane però una possibilità “laica” ma che continua ad escludere la “donna” da qualsiasi grado dell’ordine sacro.     Umberto Rosario Del Giudice   Il Report del Gruppo 5 (circa Alcune questioni teologiche e canonistiche intorno a specifiche forme ministeriali ) che proporrebbe una diversa forma di “potestà” per le donne senza però aprire alla loro possibile ordinazione neanche nell’ordine del diaconato appare molto limitato. Come ha evidenziato Andrea Grillo qui , il Concilio Vaticano II ha segnato il passaggio, sottolineato chiaramente dalla riflessione di Lafont, dalla compressione della sola competenza giuridica del vescovo all’episcopato come “pienezza” del sacramento dell’ordine. Il passaggio può anche chiedere ulteriori specificazioni o applicazioni. T...