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«Nella commemorazione del corpo e del sangue del tuo Cristo…»

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      Ancora qualche nota a margine del dibattito/confronto sorto in questi giorni circa l’equilibrio tra culto, devozione, percezione e partecipazione eucaristica.   [ Vincenzo Civitali, Ciborio, 1581 (angeli di Matteo Civitali 1478 ca), Chiesa di San Martino, Lucca] Umberto Rosario Del Giudice   Qualche verità ritenuta e tre binomi da riprendere (decisamente)   Il dibattito sul culto eucaristico e sull’esperienza ad esso legato (iniziato da un primo post di Andrea Grillo ) si sta intensificando (tra le varie reazioni, su specie e sostanza di Andrea Grillo, lettera di don Zeno Carra , mio primo intervento , articolo di Giovanni Salmeri , proposta di Pietro Busti ). Purtroppo, bisogna registrare, accanto al dialogo franco, anche reazioni dure fino alla denigrazione e alle offese. Segno che il dialogo teologico è davvero molto compromesso da un clima feroce. Per chi voglia continuare il confronto sereno, mi permetto di sintetizzare alc...

Il Secondo giorno del triduo pasquale: silenzio e parola

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    Nel secondo giorno del triduo pasquale i cristiani ricordano che tutto ha inizio dal profondo silenzio ; dalla parola-non-parola     Umberto Rosario Del Giudice   In principio è la parola… In molte cosmogonie, la parola è “origine”; la parola è “all’origine”. Nela narrazione del Vangelo secondo Giovanni, il Cristo è pre-esistente; anzi è “ logos ” attraverso il quale e nel quale tutto è stato fatto (“ πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν ”; Gv 1, 3). Così nella Tanakh : con la “parola” Elohim fa esistere tutto (“ εἶπεν ὁ θεός γενηθήτω φῶς καὶ ἐγένετο φῶς ”; Gn 1,3). Secondo i Veda e le Upanishad , il suono Ohm è all’origine di tutto: in esso tutto esiste, tutto ha origine e tutto si comprende (cfr. Māṇḍūkya Upaniṣad ). Nel Libro per uscire al giorno (pi correttamente “ Inizio delle formule per uscire di giorno ”, poi conosciuto come “ Libro dei morti ”), la tradizione egiziana assegna a R ê (conosciuto anche come...

Gli uomini della sua benevolenza

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  I miei più sinceri auguri Δόξα ἐν ὑψίστοις θεῷ καὶ ἐπὶ γῆς εἰρήνη ἐν ἀνθρώποις εὐδοκίας. Questo versetto (Lc 2,14) l’abbiamo tradotto così: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»   È la lode che il vangelo secondo Luca narra essere l’acclamazione degli “angeli” (οἱ ἄγγελοι). È noto che questo versetto si potrebbe scomporre per coppia gloria  pace  a Dio  agli uomini nell’alto dei cieli in terra   È un’acclamazione, ovvero un’affermazione, e il verbo sottinteso non è un congiuntivo (ottativo in greco) ma un presente (indicativo in greco) assertivo (non sia ma è ). Non si tratta di un augurio ma di un’asserzione. Per i cristiani la salvezza è entrata nella storia sebbene sia ricordato nel suo momento iniziale (la nascita) che rimanda tuttavia ai segni della Pasqua cruenta (i panni con cui si adagia il bambino nella mangiatoia r...