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“Cum chirotheca” e “sine chirotheca”: il guanto rovesciato della tradizione cattolica

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Lo “scisma di luglio” appare come una separazione dal reale, dalla Chiesa e dal Padre di Gesù Cristo presente nella storia. L’attenzione a una liturgia cum chirotheca, protetta da un guanto teoretico, rischia di sottrarre alla comunità ecclesiale la responsabilità della mano nuda che tocca la realtà concreta, sine chirotheca. Immagine: Chiroteca, paio - bottega bolognese (sec. XVIII) Cfr. https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800027953   Umberto Rosario Del Giudice   Sulla faccenda dello “scisma di luglio” (per ora non saprei come consegnarlo alla storia in altro modo…) vi sono notevoli risvolti: questioni canoniche, contesti storici, vissuti cristiani, metodi spirituali, patrimonio ecclesiale, echi economico-finanziari… Vari interventi hanno già ricostruito alcuni contorni di una faccenda tutta ecclesiale che non riguarda solo la prassi liturgica ma, evidentemente, l’autocomprensione della Chiesa stessa. È stato correttamente oss...

Pentecoste, irruzione e non istituzione: necessaria rilettura di Gv 20

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  Com'è possibile scambiare il "dono di Dio" con un atto istituzionale? Eppure il rischio di un riduzionismo giuridico-fondamentale è sempre dietro l'angolo del Cenacolo!   Jean Restout, Pentecôte, 1732, Olio su tela, 465 x 778, Louvre, Parigi   Umberto Rosario Del Giudice Tra le pericopi offerte in questi giorni, quella della Domenica di Pentecoste dell’anno liturgico corrente (Anno A), offre la scena del “Risorto che appare ai discepoli la sera di Pasqua” (Gv 20,19‑23) e, subito dopo aver donato lo Spirito, consegnerebbe loro il “potere di rimettere i peccati”. Tale passo è spesso interpretato come il momento in cui Gesù conferisce un potere riducendo il dono dello Spirito al “rimettere i peccati”. Ma proprio questa lettura svela la povertà e la pochezza di una interpretazione “istituzionalistica” e, direi, legalistico-giuridica del dono dello Spirito. Come si fa a associare il “dono di Dio che dona se stesso” a un “potere istituzionale e giuridico”? e com...

Musica sacra o musica per l’azione liturgica?

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    Organo come strumento privilegiato per la liturgia? Basterebbe questa affermazione per ricordare che il dibattito sulla “musica sacra” (se così la si vuole chiamare) non può essere messo a tacere. Anzi, ritorna prepotentemente perché legato all’indole stessa dell’azione liturgica. Non servono gerarchie rigide, ma musica, canto e strumenti che stiano dentro la lode e la preghiera dell’assemblea. Serve un’assemblea che canti, suoni e danzi.     Concerto Corale di Max   Scholz (1855 ‑ 1906), olio su tela Umberto R. Del Giudice   Quando leggo articoli sull’arte sacra o sulla musica sacra son preso quasi sempre da sussulti. L’articolo apparso su Avvenire , Perché non tutta la musica suonata in Chiesa è sacra , non è da meno. Tra alcune idee “buone” vi sono altre che, radicalizzate anche tra alcuni giovani preti e alcuni musicisti “apologeti”, non aiutano né il confronto né la ricerca. In particolare, vorrei mettere in luce tre punti su cui la posizi...

Forma liturgica, tradizione conciliare e teologia

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  La riforma liturgica non è un’alternativa alla tradizione, ma la sua forma viva. Le resistenze al rito conciliare generano oggi derive settarie e ambiguità persino in ambiti gerarchici e accademici: serve un equilibrio spirituale capace di custodire comunione senza rifugi identitari né nostalgie paralizzanti.   Umberto R. Del Giudice   Porte chiuse alla Chiesa e finestre aperte solo sul chiostro: è l’immagine più eloquente di una spiritualità che si ripiega su di sé. A riproporre una riflessione sul tema è l’ultimo intervento di Andrea Grillo  (che con la consueta lucidità denuncia le ambiguità liturgiche ed ecclesiali del nostro tempo). Si tratta del post dal titolo  “ Un Abate immune dal Vaticano II. Sulla intervista a Dom Pateau ”, che mi offre l’occasione per riprendere alcuni nodi decisivi della riforma conciliare e della sua ricezione. È bene ricordarlo e ripeterlo: la riforma liturgica conciliare non ha introdotto un rito alternativo e staccat...

Tradizione o inerzia? Il potere delle parole e le parole del potere

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  I riti domestici rivelano ancora una volta il potere delle parole e le parole del potere. Il termine “capofamiglia”, apparso in questi giorni, è il segno di una Chiesa che fatica a rinnovarsi. Umberto R. Del Giudice   Il giorno di Pasqua è tradizione benedire le tavole con il ramo d’ulivo (della Domenica delle Palme) e l’acqua santa (della veglia Pasquale). In alcune comunità parrocchiali ricompare anche la distribuzione dell’immaginetta che nel retro riporta un breve sussidio pensato per la benedizione del pranzo pasquale. Fogli semplici, spesso stampati in fretta, che passano di mano in mano come un gesto tradizionale di familiarità e che, sebbene preparati con cura, riconducono ad un certo modo di vedere e di pensare le cose. In mezzo a formule rinnovate, immagini aggiornate e grafica moderna, sopravvive un termine che sembra arrivare da un’altra epoca. Colui (/colei?) che pronuncia la preghiera dovrebbe essere, secondo la didascalia “ capofamiglia ”.   Il ...

Il ritmo del Triduo liturgico e il suo dramma cerimoniale

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Il Triduo è spesso vissuto come un susseguirsi di riti slegati o come un accumulo di devozioni. Il suo ritmo, invece, ricompone il cammino della fede. Le varie anticipazioni, sovrapposizioni, abitudini, rivelano più le nostre ansie mascherate da devozione che il mistero celebrato. Il ritmo del Triduo non chiude le emozioni: le forma, le orienta, le restituisce alla fede possibile.  Cesar Legaspi (1917–1994),  Missa in Coena Domini (o L'Ultima Cena), Olio su tela.  Umberto Rosario Del Giudice   Il cristianesimo nasce da un evento. Non da un mito, non da un’idea. Nasce da un accadere, da un evento fondante (come Buddismo e Islam). L’evento ha un luogo, un tempo, dei testimoni. La tradizione lo chiama evento pasquale : un evento che si distende in tre momenti inseparabili: autodonazione , morte e resurrezione . Ma credo sia teologicamente fondato declinare questi tre momenti come atto personale del Cristo e non come azione impersonale: Cristo consegnato , Cristo...