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Visualizzazione dei post con l'etichetta omelia

Parole omiletiche tra rito e narrazione infelice; anzi, dannosa

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  L’omelia non è solo un’arte: è un’azione rituale, un percorso mistagogico che immerge nell’azione salvifica di Dio che si concretizza nella storia della comunità. Se i racconti religiosi di per sé possono essere “equivoci” e, a tratti, “ambigui”, non può essere più consentita una narrazione omiletica che rimanda ad un’immagine di Dio fasulla, dannosa, diabolica.     Umberto Rosario Del Giudice   Un’omelia dannosa In “una” diocesi italiana si è tenuto un rito funebre per la morte di una donna che ha affrontato ben tre tumori diversi. Dopo un periodo di lotta estrema, il corpo della donna ha ceduto. La salutano marito, figli, amiche, amici. Da tutta Italia, più di quattrocento persone giungono in un paesino dell’entroterra per essere presenti al rito funebre. Un’accorata folla che dimostra quanto questa donna si sia resa àncora, amica, sostegno, sia per familiari e amici, quanto per molte persone che, pur conoscendola per poco, l’hanno tanto stimata e...

Avvento e tempo dilatato

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    Raccogliendo volentieri l'invito a descrivere l'avvento, propongo una breve riflessione sulla speranza di Cristo che ci ha anticipato nella storia nella quale si radica la nostra fede per il futuro.   Umberto R. Del Giudice       L’impianto delle letture dell’Avvento (Anno B) Com'è noto, con la celebrazione della prima domenica di Avvento (che quest’anno cade il 3 dicembre) inizia un nuovo anno liturgico. Si è molto discusso sulla origine storica del tempo di avvento: le testimonianze rituali comportano notevoli differenze (se si ripercorrono gli antichi rituali romani, gallicani, ispanici e ambrosiani). È chiaro però che questo particolare tempo liturgico è nato in seno della prassi cristiana occidentale. Il significato primitivo del tempo di Avvento rimane ambiguo. In realtà anche oggi si presenta come un tempo liturgico con doppia polarità: attenzione all'avvento futuro del Cristo (dimensione escatologica) e preparazione alla memo...

Omelie tra intelligenza artificiale e intelligenza rituale

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    Se l’intelligenza artificiale compone omelie che potrebbero essere pronunciate da qualsiasi presidente in una qualsiasi assemblea liturgica, la questione non è se l’intelligenza artificiale (IA) possa prendere il posto dei ministri della parola; la vera urgenza e se e come possa essere recuperata la saggezza dell’intelligenza rituale (IR).     Umberto Rosario Del Giudice   È stato pubblicato, ed è girato su alcuni social, un tentativo condiviso da Alberto Carrara dal titolo Ho chiesto a una intelligenza artificiale di scrivere l’omelia di oggi . Il pezzo offre tanto l’omelia artificiale e una nota, che riprendo di seguito, a cui aggiungo brevi considerazioni. Ecco la nota:   «GPT è un predicatore discreto. Conosce il passaggio del Vangelo e lo commenta discretamente. Mi sembra però che quello che dice sia piuttosto noto, talvolta scontato. Manca di attrattiva. D’altronde non conosce né chi deve tenere l’omelia né i destinatari, desig...