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Stare con i sensi e percepire la realtà

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      Note di riflessioni XV Domenica del tempo ordinario (Anno A)         Vincent van Gogh, Seminatore al tramonto, 1888, olio su tela, 64×80,5 cm, Museo Kröller-Müller     Umberto Rosario Del Giudice   I nostri sensi, il tatto, il gusto, la vista, l’udito, possono modificarci. Sono capaci di indirizzare la nostra giornata. Un buon piatto, un buon odore, un bel panorama, possono “aprirci il cuore”. Ma è vero anche il contrario: lo stato psichico provoca un cambiamento delle condizioni fisiche. Rimane il fatto che sensi e stato psichico si influenzano vicendevolmente. Chiedo spesso ai miei studenti di dirmi dove “finisce l’anima e dove inizia il corpo, e viceversa”. Il dualismo corpo-anima introdotto per motivi storici e di dottrina rischia di far perdere la comprensione totale della nostra unità essenziale: noi siamo tutto, sensi e stato psichico. Noi siamo il nostro corpo che sente e che dà un senso alla...

Della Parola, dalla Parola, nella Parola: per non “cadere in devozione”

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    Domenica della “Parola di Dio”? Un’occasione per tornare a riflettere sul sintagma “ Parola di Dio ” ma, soprattutto, sulla relazione tra “Parola” e “fede”, ovvero sulla inseparabilità tra esperienza del singolo e manifestazione del Cristo: sempre unite e mai separate.     Umberto Rosario Del Giudice   Questa III Domenica del Tempo ordinario è “colorata” di una “giornata” dedicata alla “Parola di Dio” per volontà di papa Francesco che il 30 settembre 2019 promulgò a tale scopo il motu proprio Aperuit illis . Leggendo questa lettera apostolica appare confusa la differenza tra “ Parola di Dio ” e “ Sacra Scrittura ”: in realtà, il documento ne presume l’identità. Anche altri riferimenti conciliari e magisteriali , direttamente citati dal motu proprio , non offrono chiarimenti a riguardo. Nonostante ci sia chi ricorda che la giornata di oggi sia dedicata alla “Parola di Dio” e non alla “Sacra scrittura”, né semplicemente alla “Bibbia” , l...

To welcome to be ourselves (versione inglese di Accogliere per essere sé stessi)

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  A circa un mese dalla pubblicazione su L'Osservatore Romano, rilancio in versione inglese per gli amici anglofoni l'articolo uscito in italiano col titolo Accogliere per essere sé stessi ( L’Osservatore Romano , 24 luglio 2021, p. 8) Umberto Rosario Del Giudice  The Church burns in Spirit; it is in exit; it is called to go beyond its doctrine; and the Universal Church lives of particular communities. Among these communities, the parishes are the ones which suffer the most the social changes: a destabilization which can be seen as a chance. To the changed contexts, is associated the new ecclesiastical model: from the societas to the communio . And new paradigms in front of which that communities been often unprepared, replacing the local agencies of assistance and solidarity. But the parishes are principally communities of faithful people (cf. Apostolicam Actuositatem 10) and between the benefits and the defects, there’s a certainty: The brotherhood is truly lived w...

Gli IdR non sono di “serie B”

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Mercoledì 16 giugno 2021, l’amico e collega Rosario Fraioli ha pubblicato un lungo post Facebook sul ruolo dell’Insegnante di Religione (IdR) in Italia e sui pregiudizi che accompagnano spesso il suo operato concludendo con un perentorio e condivisibile invito. Scrive: «quando sentite parlare di questi insegnanti di religione, abbiatene lo stesso rispetto e la stessa considerazione. Perché la dignità non può essere considerata un semplice: “ma tanto di cosa parliamo”…». Un altro bell’articolo di Andrea Grillo [1] ha riproposto la questione del Concorso per gli IdR e ha riflettuto adeguatamente sulla “precarietà”; sul concorso avevamo già dibattuto (sia Andrea Grillo [2] che io [3] e non siamo stati i soli, soprattutto per un tema caldo come quello del concorso [4] ). Ora vorrei tentare di mettere insieme la necessità di avere una buona professionalizzazione degli IdR, una posizione disciplinare di non-discriminazione ovvero di inclusione , e il riconoscimento dell’anzianità di ser...

Lo sfogo apocalittico (e non molto comprensibile) di Gennaro Matino

Breve reazione (U.R. Del Giudice) Non possono non reagire alla provocazione di mons. Gennaro Matino, noto teologo partenopeo, circa il suo "sfogo" quasi "apocalittico" che trovate qui . A parte il dato di fatto che a Napoli ci sono più chiese che in tutt’Italia (il che vuol dire in tutto il mondo) e che nonostante ciò rimane una città tra le più superstiziose, non sono d'accordo sul fatto che "abbiamo perso qualcosa"; almeno, non "abbiamo" perso né perderemo tutto in termini di bene e di fede. Almeno non vorrei che chi legge lo sfogo di Matino si contorcesse tra flemma nostalgia e facile depressione. Mi sembra, e tanto vorrei sbagliare, che le parole di Matino siano per lo più preoccupate ma non del tutto lucide ed equilibrate. Non sono d'accordo soprattutto su tre punti: sulla regola d'oro del cristiano, sul primo annuncio, sulla relazione tra annuncio e Concilio Vaticano II. Il bene della regola d’oro… La regola d’or...