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Il ritmo del Triduo liturgico e il suo dramma cerimoniale

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Il Triduo è spesso vissuto come un susseguirsi di riti slegati o come un accumulo di devozioni. Il suo ritmo, invece, ricompone il cammino della fede. Le varie anticipazioni, sovrapposizioni, abitudini, rivelano più le nostre ansie mascherate da devozione che il mistero celebrato. Il ritmo del Triduo non chiude le emozioni: le forma, le orienta, le restituisce alla fede possibile.  Cesar Legaspi (1917–1994),  Missa in Coena Domini (o L'Ultima Cena), Olio su tela.  Umberto Rosario Del Giudice   Il cristianesimo nasce da un evento. Non da un mito, non da un’idea. Nasce da un accadere, da un evento fondante (come Buddismo e Islam). L’evento ha un luogo, un tempo, dei testimoni. La tradizione lo chiama evento pasquale : un evento che si distende in tre momenti inseparabili: autodonazione , morte e resurrezione . Ma credo sia teologicamente fondato declinare questi tre momenti come atto personale del Cristo e non come azione impersonale: Cristo consegnato , Cristo...

“Dotti” che nascondono e “piccoli” che rivelano

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  Assimilare i “dotti” a chi si dedica al lavoro intellettuale e i “semplici” a coloro che non hanno “istruzione” è davvero un artificio per confermarsi chiusi nelle proprie “idee” e quindi per svelarsi “dotti”.       Umberto Rosario Del Giudice   Gesù il “piccolo” La Liturgia della Parola di oggi propone la lettura di Mt 11, 25-30. Vorrei brevemente soffermarmi sul primo versetto, il v. 25, che si rivela un punto fondamentale della narrazione di Matteo. Tuttavia, esso si comprende bene se si tiene conto delle dichiarazioni del v. 27: «Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Questo versetto si allaccia alle altre centrali e fondamentali dichiarazioni della narrazione matteana e che rimandano al battesimo di Gesù («Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento»; 3, 17b), all’episodio del...

Ad reddendam rationem fidei catholicae contra errores

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    Dalla Teologia manualistica, alla teologia del Denzinger, dalla Teologia del Magistero a quella del senso del Popolo di Dio. L’assenso di fede, la fede rivelata, la fede ritenuta… L’approfondimento della fede e del suo contenuto è inevitabile. Ma se c’è solo “assenso” può esserci spazio per analisi critica e scientifica?   Umberto Rosario Del Giudice In questi giorni, in cui la “vicenda Lintner” ha mostrato alcune criticità del rapporto tra magistero e teologia, un post di Andrea Grillo intitolato L’ombra del codice sul caso Lintner. La teologia come zerbino? , ha richiamato l’attenzione su alcuni aspetti giuridici relativi alla formulazione tra la prima e la seconda codificazione. Facendo mie quelle riflessioni, aggiungerei alcuni elementi per suggerire uno “ status quæstionis ”.   L’intervento di Andrea Grillo Nel suo post, Andrea Grillo riprende delle riflessioni del giurista Ernst-Wolfgang Böckenförde secondo il quale vi è stato un «mutamento...

La fede oltre l'oracolo, tra resurrezione di Lazzaro e ingresso a Gerusalemme

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Nella fede di Gesù ogni esperienza può essere compresa affinché ogni uomo possa comprendere e comprendersi. Insomma, nella fede, conosci te stesso. Umberto Rosario Del Giudice  Ieri pomeriggio, quasi per caso, ho scovato l'unica Chiesa cattolica di lingua italiana ad Atene. Per ragioni ecumeniche (e di convenienza) i cattolici qui seguono il calendario ortodosso: per questo, quest'anno, celebreranno la Pasqua il 16 aprile. Praticamente, ho seguito la stessa liturgia della parola di domenica scorsa (secondo il calendario romano). La sorpresa? Pochissimi canti, foglietti distribuiti a tutti, omelia lunga, liturgia eucaristica condensata (ovviamente la"seconda"). Insomma, una chiesa cattolica, per me, fin "troppo romana". In ogni caso, ringrazio questa bella comunità per l'accoglienza. Tuttavia, colgo l'occasione per offrire anch'io una breve riflessione sulla dinamica della cosiddetta "resurrezione di Lazzaro". Una "quasi" resur...

Della Parola, dalla Parola, nella Parola: per non “cadere in devozione”

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    Domenica della “Parola di Dio”? Un’occasione per tornare a riflettere sul sintagma “ Parola di Dio ” ma, soprattutto, sulla relazione tra “Parola” e “fede”, ovvero sulla inseparabilità tra esperienza del singolo e manifestazione del Cristo: sempre unite e mai separate.     Umberto Rosario Del Giudice   Questa III Domenica del Tempo ordinario è “colorata” di una “giornata” dedicata alla “Parola di Dio” per volontà di papa Francesco che il 30 settembre 2019 promulgò a tale scopo il motu proprio Aperuit illis . Leggendo questa lettera apostolica appare confusa la differenza tra “ Parola di Dio ” e “ Sacra Scrittura ”: in realtà, il documento ne presume l’identità. Anche altri riferimenti conciliari e magisteriali , direttamente citati dal motu proprio , non offrono chiarimenti a riguardo. Nonostante ci sia chi ricorda che la giornata di oggi sia dedicata alla “Parola di Dio” e non alla “Sacra scrittura”, né semplicemente alla “Bibbia” , l...

Oltre il mito e la noia

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A margine di una solennità  di mezza estate.      Umberto Rosario Del Giudice   Il mito è importante: è sempre servito a raccontare la realtà. È il modo con cui l’uomo si racconta la realtà e racconta sé stesso nella realtà. È una “ragione”; è una “verità”. Ma al di là delle narrazioni, ciò che rimane è il nocciolo della vita. E se per i greci il mito raccontava dèi superiori e capricciosi (un po’ come l’uomo e la natura), raccontava fato inesorabile, eternità in movimento su sé stessa, materia eterna e in trasformazione, per la tradizione giudeo-cristiana il mito racconta vicinanza di Dio, speranza, alleanza, apertura. È come se la noia dei miti cosmogonici e antropogonici venisse sostituita da una tensione ricca di energia, di relazione viva, di amore. Qualsiasi siano le parole con cui vogliamo raccontare la vita e l’esperienza di Maria (immacolata concezione, verginità, annunciazione, dormitio , regalità, assunzione, corredentrice) rimane un dato: q...