Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Natale

Solo un uomo ci potrà salvare? Oltre le delusioni esistenzialiste, le illusioni ironiche e le prospettive teo-mitologiche tra filosofia e teologia

Immagine
    «Solo un Dio ci può salvare» o «Non siamo stati ancora salvati»: le due tesi contrapposte, che qui richiamo dal (secondo) Heidegger e da Sloterdijk, presentano entrambe la crisi della tecnica che non offre una salvezza reale. Da una parte l’impossibilità della salvezza trascendente e dall’altra antropotecniche dell’auto addomesticamento. Ma nuove vie continuamente si aprono se ci si rivolge ad una salvezza come “presenza” e “relazione”, ovvero come “incarnazione”. Umberto Rosario Del Giudice  1. La “salvezza” come “fede, speranza, conoscenza e carità” Tra il 1994 e il 1996, alcuni teologi, sotto la direzione di Bernard Sesboùé, pubblicarono la “ Histoire des dogmes ” (“Storia dei Dogmi”) in quattro volumi [1] . Ciascun testo, dedicato a epoche diverse, aveva nel sottotitolo un rimando alla “ salut ”, alla “salvezza” (I: Le Dieu du salut ; II: L’homme et son salut ; III: Les signes du salut; IV: La parole du salut ). Nell’approccio sistematico generale è...

"Ero cras!": Natale come profezia

Immagine
    Le Antifone maggiori, com'è noto, nascondono un piccolo acrostico interessante. Sapienza antica di una guida pratica di vita. (immagine dal sito del Monastero delle Clarisse di Oristano,   23 Dicembre 2019) Umberto Rosario Del Giudice Negli ultimi giorni ho postato sul mio profilo Facebook alcune lettere immediatamente precedute da altri post che riportavano i versi delle cosiddette “Antifone in ‘O’” o anche “Antifone maggiori”. Le lettere, in ordine dal 17 al 23 dicembre, sono le seguenti:  S, A, R, C, O, R, E. Queste lettere sono le iniziali delle prime parole che seguono l’invocazione (“O”, appunto) delle antifone vespertine al cantico del Magnificat. Le lettere rimandano all’incipit di ciascuna antifona in latino, secondo il seguente ordine: S = Sapientia (Sapienza); A = Adonai ( mio Signore , in ebraico); R = Radix (Radice, ovvero “germoglio”); C = Clavis (Chiave); O = Oriens (Oriente, ovvero “astro nascente”); R = Rex (Re); E = Emmanue...

Se la fede è violenza di idee o narrazioni condivise?

Immagine
  La fede si nutre di narrazioni. Quando i racconti si ergono a  “ realismi imprescindibili ”  per difendere i quali si giustifica la violenza fisica o verbale, i  “ dogmi ”  diventano strumenti contro Dio e definizioni prive di significato: diventano bestemmie. I dogmi sono le basi condivise della fede non le somme massimaliste delle esperienze .   [ Icona del Natale, Icona presente spesso con motivi anche simili nella tradizione orientale. Si può osservare il bambino al centro dell'icona adagiato su un fondo nero, lo stesso sfondo presente nelle rappresentazioni iconografiche della resurrezione di Cristo ]   Umberto Rosario Del Giudice   La fede e le sue narrazioni tra realismo storico e tensione escatologica Molti anni or sono un teologo, in un corridoio di una facoltà teologica, incontrando un gruppo di giovani studenti ebbe a dire che la resurrezione di Cristo sarebbe stata tale “anche se si fosse trovato il suo corpo”....

Gli uomini della sua benevolenza

Immagine
  I miei più sinceri auguri Δόξα ἐν ὑψίστοις θεῷ καὶ ἐπὶ γῆς εἰρήνη ἐν ἀνθρώποις εὐδοκίας. Questo versetto (Lc 2,14) l’abbiamo tradotto così: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»   È la lode che il vangelo secondo Luca narra essere l’acclamazione degli “angeli” (οἱ ἄγγελοι). È noto che questo versetto si potrebbe scomporre per coppia gloria  pace  a Dio  agli uomini nell’alto dei cieli in terra   È un’acclamazione, ovvero un’affermazione, e il verbo sottinteso non è un congiuntivo (ottativo in greco) ma un presente (indicativo in greco) assertivo (non sia ma è ). Non si tratta di un augurio ma di un’asserzione. Per i cristiani la salvezza è entrata nella storia sebbene sia ricordato nel suo momento iniziale (la nascita) che rimanda tuttavia ai segni della Pasqua cruenta (i panni con cui si adagia il bambino nella mangiatoia r...

Messa della “notte”? Come in una favola…

Immagine
    Leggendo le disposizioni di alcune Diocesi italiane sembra che fino allo scoccare della “mezzanotte” siamo ancora in “tempo di vigilia” e non si possa usare il formulario del Natale (contrariamente a quanto farà la Diocesi del Papa) scongiurando il pericolo di “perdere la scarpetta dell’Avvento”, come in una favola. Il tempo di pandemia impone le mascherine chirurgiche e rivela le maschere teologiche. Immagine: Antifonario  (XV sec.) , particolare:  A solis cardine Ortus , Abbazia domenicano di Santa Caterina, San Gallo (Svizzera)   Umberto R. Del Giudice   Tempo e disposizioni per la “Messa della notte ” Da una rilettura incrociata delle diverse disposizioni delle varie Diocesi italiane, la domanda sorge spontanea: quale formulario usare ? quali letture ? La questione non è secondaria poiché le disposizioni delle Diocesi non concordano generando confusione ma soprattutto grande perplessità tra i fedeli-celebranti, poiché, alcuni di essi, saranno “costr...