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Dopo “Teologia e cristianesimo come religione”: una breve risposta ai primi commenti

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        Un breve confronto dopo i primi commenti al post precedente mi aiuta a sottolineare che tra Vetus Ordo e Novus Ordo vi è anche la trasformazione dell’autocomprensione ecclesiale operata dal Vaticano II: dal cristianesimo narrato come religio sacrale e gerarchica a quello vissuto come evento di rivelazione e partecipazione al mistero pasquale. Il tradizionalismo conserva una forma religiosa premoderna; il Novus Ordo esprime la fede come comunione. Questo passaggio implica una responsabilità decisiva per pastori e teologi.     J.D. Schubert, Empfang des Abendmahls , Disegno a inchiostro, ca. 1800 Umberto Rosario Del Giudice     Il mio precedente post è stato rilanciato da Andrea Grillo, che ringrazio. Ringrazio anche per i commenti e le osservazioni che mi appaiono molto edificanti e stringenti e mi aiutano ad approfondire la questione che ho sollevato nel mio post precedente. D’altra parte a questo serve dialogare e scriv...

Il ritmo del Triduo liturgico e il suo dramma cerimoniale

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Il Triduo è spesso vissuto come un susseguirsi di riti slegati o come un accumulo di devozioni. Il suo ritmo, invece, ricompone il cammino della fede. Le varie anticipazioni, sovrapposizioni, abitudini, rivelano più le nostre ansie mascherate da devozione che il mistero celebrato. Il ritmo del Triduo non chiude le emozioni: le forma, le orienta, le restituisce alla fede possibile.  Cesar Legaspi (1917–1994),  Missa in Coena Domini (o L'Ultima Cena), Olio su tela.  Umberto Rosario Del Giudice   Il cristianesimo nasce da un evento. Non da un mito, non da un’idea. Nasce da un accadere, da un evento fondante (come Buddismo e Islam). L’evento ha un luogo, un tempo, dei testimoni. La tradizione lo chiama evento pasquale : un evento che si distende in tre momenti inseparabili: autodonazione , morte e resurrezione . Ma credo sia teologicamente fondato declinare questi tre momenti come atto personale del Cristo e non come azione impersonale: Cristo consegnato , Cristo...

Monsignor Nogaro: pastore che ha imparato ed insegnato che "all’uomo non si guarda la tessera"

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Rileggendo un’intervist a degli anni ’90, segnalatami con fine sensibilità da una collega e che riprendo qui in alcuni passaggi accompagnandoli con qualche riflessione, ritrovo tutta la statura immensa di mons. Raffaele Nogaro: l’altra grande colonna del Sud, accanto a don Tonino.   [Fonte vivicampania.net] Umberto Rosario Del Giudice     Senza paura, soprattutto senza paura dei poveri… Una cara amica mi ha segnalato un’intervista degli anni ’90 in cui già traspariva, nel pieno del suo ministero, tutta la statura di mons. Nogaro, da poco morto. Una figura grande della Chiesa locale e dell’episcopato italiano che non ebbe paura di parlare sempre con parresia né ebbe paura di “sporcare la stola coi poveri”. La morte di monsignor Raffaele Nogaro , avvenuta a 92 anni, spero che non segni anche la fine di una stagione ecclesiale in cui alcuni pastori hanno scelto di abitare le periferie non come slogan, ma come carne viva. Per Caserta, per l’agro-aversano, per il ...

“Roma, abbiamo un problema, forse due…”

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  Riconoscere alla teologia il ruolo di intelligenza della fede per rendere il cristianesimo credibile e vitale. Ma si palesano due blocchi: uno magisteriale e uno popolare. E per ora, a pagare il prezzo più alto sono i teologi che fanno ricerca. Quanto durerà questa stagione di incomprensioni?   Umberto R. Del Giudice   Un post di Manuel Belli che rimanda a esperienze comuni In questi giorni è apparso un post di Manuel Belli con il quale mi sento in sintonia.  La questione è la seguente: la competenza teologica non è accolta dalla base ecclesiale. Da qualche decennio si concretizza in modo sempre più aspro una contrapposizione tra competenza teologica, magistero e base ecclesiale.  Da questo contesto nascono due blocchi : uno del magistero e l’altro della base. Il primo è supportato dal diritto/dovere di sorveglianza ma rischia la chiusura ad ogni ulteriore logica; il secondo, riferendosi solo alle “sicurezze dogmaticistiche” assume e ammette sol...

“Chi è Gesù Cristo” o “in Cristo Gesù”?

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Andrea Grillo smonta la lettura di Vito Mancuso, che separa storia e fede riducendo il cristianesimo a scelta privata. In continuità annoto che la storia e il fenomeno della fede sono chiari: la fede è immersione comunitaria, vita “ in Cristo Gesù ”, oltre e prima la congiunzione e la identificazione prodotte dalla coscienza sintetica e solitaria.   Sinite Parvulos – Artemisia Gentileschi, olio su tela, Metropolitan Museum of Art, New York     Umberto Rosario Del Giudice   È apparso il testo di Vito Mancuso ( Gesù e Cristo , Garzanti, 2025). Le critiche non sono mancate. In particolare, rimando alla bella rilettura di Andrea Grillo che sottolinea come Vito Mancuso, sebbene con stile elegante, non riesce a cogliere il cuore della questione circa la relazione univoca tra la figura di “Gesù” e quella di “Cristo”. Una “vecchia” querelle , tra l’altro, circa la relazione tra il “Gesù storico” e il “Cristo della fede” che ha visto contrapporsi vari approcci: quello libera...

«Nella commemorazione del corpo e del sangue del tuo Cristo…»

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      Ancora qualche nota a margine del dibattito/confronto sorto in questi giorni circa l’equilibrio tra culto, devozione, percezione e partecipazione eucaristica.   [ Vincenzo Civitali, Ciborio, 1581 (angeli di Matteo Civitali 1478 ca), Chiesa di San Martino, Lucca] Umberto Rosario Del Giudice   Qualche verità ritenuta e tre binomi da riprendere (decisamente)   Il dibattito sul culto eucaristico e sull’esperienza ad esso legato (iniziato da un primo post di Andrea Grillo ) si sta intensificando (tra le varie reazioni, su specie e sostanza di Andrea Grillo, lettera di don Zeno Carra , mio primo intervento , articolo di Giovanni Salmeri , proposta di Pietro Busti ). Purtroppo, bisogna registrare, accanto al dialogo franco, anche reazioni dure fino alla denigrazione e alle offese. Segno che il dialogo teologico è davvero molto compromesso da un clima feroce. Per chi voglia continuare il confronto sereno, mi permetto di sintetizzare alc...