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Visualizzazione dei post con l'etichetta Concilio Vaticano II

“Unum Missae celebrandae ritum”. La posizione giuridica e teologica del Messale del 1962

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  La vicenda del Messale del 1962 non è una disputa burocratica, ma un nodo teologico ed ecclesiale che ha segnato la vita liturgica degli ultimi decenni. Da Paolo VI il rito ordinario della Chiesa latina è unico. La tradizione liturgica vive oggi nella forma riformata del Concilio Vaticano II, mentre il 1962 rimane patrimonio (valido) storico e non rito vigente, aprendo una questione eminentemente teologica e pastorale per chi ne permette, difende e sostiene l’uso.   Teofane di Creta, Ultima Cena , tempera su tavola, XVI secolo, Monastero di Stavronikita, Monte Athos.     Umberto Rosario Del Giudice   Nelle ultime settimane, e grazie anche al dibattito acceso sul blog di Andrea Grillo, la questione del Vetus Ordo (VO) e il cosiddetto “scisma di luglio” hanno riportato al centro l’interrogativo sulla forma liturgica che oggi esprime la fede comune della Chiesa. Intendo ancora portare un piccolo contributo al dibattito, per cercare di chiarirmi e c...

Dopo “Teologia e cristianesimo come religione”: una breve risposta ai primi commenti

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        Un breve confronto dopo i primi commenti al post precedente mi aiuta a sottolineare che tra Vetus Ordo e Novus Ordo vi è anche la trasformazione dell’autocomprensione ecclesiale operata dal Vaticano II: dal cristianesimo narrato come religio sacrale e gerarchica a quello vissuto come evento di rivelazione e partecipazione al mistero pasquale. Il tradizionalismo conserva una forma religiosa premoderna; il Novus Ordo esprime la fede come comunione. Questo passaggio implica una responsabilità decisiva per pastori e teologi.     J.D. Schubert, Empfang des Abendmahls , Disegno a inchiostro, ca. 1800 Umberto Rosario Del Giudice     Il mio precedente post è stato rilanciato da Andrea Grillo, che ringrazio. Ringrazio anche per i commenti e le osservazioni che mi appaiono molto edificanti e stringenti e mi aiutano ad approfondire la questione che ho sollevato nel mio post precedente. D’altra parte a questo serve dialogare e scriv...

Teologia e cristianesimo come “religione”. La riduzione religiosa e i riti del Vetus Ordo come custodia della Schale (scorza) davanti alle sfide contemporanee.

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Appare necessario ripercorrere il passaggio con cui il cristianesimo, da “religione”, è diventato “evento di rivelazione”, evidenziando come questo cambiamento abbia trasformato la liturgia, la forma della fede e l’autocomprensione della Chiesa nel rapporto con la modernità. La mia tesi è che il Vetus Ordo custodisce la scorza religiosa premoderna, mentre il Novus Ordo esprime la fede come partecipazione viva al mistero di Cristo, e che questa differenza interpella oggi in modo diretto la responsabilità teologica ed ecclesiale. Qui si gioca non una partita tra “gusti”, ma la responsabilità dei pastori e dei teologi.   Umberto Rosario Del Giudice Mentre ad una breve ricerca è evidente che, accanto agli Istituti di Vita consacrata e Società di Vita apostolica annodate con le proprie Costituzioni ai riti del 1962, compaie una folta schiera di Associazioni private (con Statuti riconosciuti dalla competente autorità diocesana) o Associazioni pubbliche di diritto diocesano che rima...

“Cum chirotheca” e “sine chirotheca”: il guanto rovesciato della tradizione cattolica

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Lo “scisma di luglio” appare come una separazione dal reale, dalla Chiesa e dal Padre di Gesù Cristo presente nella storia. L’attenzione a una liturgia cum chirotheca, protetta da un guanto teoretico, rischia di sottrarre alla comunità ecclesiale la responsabilità della mano nuda che tocca la realtà concreta, sine chirotheca. Immagine: Chiroteca, paio - bottega bolognese (sec. XVIII) Cfr. https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800027953   Umberto Rosario Del Giudice   Sulla faccenda dello “scisma di luglio” (per ora non saprei come consegnarlo alla storia in altro modo…) vi sono notevoli risvolti: questioni canoniche, contesti storici, vissuti cristiani, metodi spirituali, patrimonio ecclesiale, echi economico-finanziari… Vari interventi hanno già ricostruito alcuni contorni di una faccenda tutta ecclesiale che non riguarda solo la prassi liturgica ma, evidentemente, l’autocomprensione della Chiesa stessa. È stato correttamente oss...

Musica sacra o musica per l’azione liturgica?

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    Organo come strumento privilegiato per la liturgia? Basterebbe questa affermazione per ricordare che il dibattito sulla “musica sacra” (se così la si vuole chiamare) non può essere messo a tacere. Anzi, ritorna prepotentemente perché legato all’indole stessa dell’azione liturgica. Non servono gerarchie rigide, ma musica, canto e strumenti che stiano dentro la lode e la preghiera dell’assemblea. Serve un’assemblea che canti, suoni e danzi.     Concerto Corale di Max   Scholz (1855 ‑ 1906), olio su tela Umberto R. Del Giudice   Quando leggo articoli sull’arte sacra o sulla musica sacra son preso quasi sempre da sussulti. L’articolo apparso su Avvenire , Perché non tutta la musica suonata in Chiesa è sacra , non è da meno. Tra alcune idee “buone” vi sono altre che, radicalizzate anche tra alcuni giovani preti e alcuni musicisti “apologeti”, non aiutano né il confronto né la ricerca. In particolare, vorrei mettere in luce tre punti su cui la posizi...