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Desiderio desideravi: una breve guida alla lettura

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  Propongo una brevissima guida alla lettura della Desiderio desideravi: sulla formazione liturgica del popolo di Dio , con la consapevolezza che questa lettera meriterà lavoro, riflessione e condivisione.       Umberto Rosario Del Giudice   La Lettera apostolica Desiderio desideravi oggi pubblicata intende offrire solo «alcuni spunti di riflessione per contemplare la bellezza e la verità del celebrare cristiano» e lo fa attraverso alcune dimensioni caratteristiche esposte fi n dall’inizio: dimensione cristologica, trinitaria, dimensione rituale, dimensione escatologica, dimensione salvifica e pneumatologica.   Arte del celebrare e tradizione La lettera è proposta in relazione immediata con il precedente Motu proprio Traditionis custodes  (cfr. n. 1) attraverso il quale si voleva «una sola e identica preghiera capace di esprimere la sua unità. Questa unità, come già ho scritto, intendo che sia ristabilita in tutta la Chiesa di Rito R...

Prassi ecclesiali e preparazione al matrimonio

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    Appunti sugli Itinerari  catecumenali per  la  vita  matrimoniale   Umberto Rosario Del Giudice     Il recente Documento intitolato Itinerari  catecumenali per  la  vita  matrimoniale. Orientamenti pastorali per le Chiese particolari ha suscitato varie riflessioni e reazioni. Il Documento (sarà chiamato così per sintesi), pubblicato dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita , che riprende quello pubblicato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia nel maggio del 1996 ( Preparazione al sacramento del matrimonio ) vuole essere una « proposta pastorale concreta e complessiva, che ogni Chiesa locale è invitata a prendere in considerazione nell’elaborazione di un proprio itinerario catecumenale per la vita matrimoniale, rispondendo così in modo creativo all’appello del Papa ». Non va dimenticato che le varie Conferenze Episcopali avevano già Documenti di riferimento anche per gli itinerari di preparazione al matrimonio. In Italia, ad esempi...

Potestà e ufficio: piccoli passi oltre il clericalismo?

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    Breve comunicazione sull'esercizio della 'potestà nella Chiesa'. Umberto Rosario Del Giudice È appena stata pubblicata la notizia che il Pontefice ha concesso ai Superiori della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA) di autorizzare, «discrezionalmente e nei singoli casi», ai sodali non chierici il conferimento dell’ufficio di Superiore maggiore in Istituti religiosi clericali di diritto pontificio e nelle Società di vita apostolica clericali di diritto pontificio della Chiesa latina. In altre parole, si tratta di una “licenza” che autorizza, in via del tutto eccezionale e secondo il parere discrezionale della CIVCSVA, che un consacrato non chierico possa essere un Superiore maggiore in un Istituto in cui sono incardinati chierici. Da anni, alcuni Istituti (clericali e di diritto pontificio…) avevano chiesto una tale possibilità. In modo particolare, ricordo, l’ordine dei Cappuccini. Per semplificare, la questio...

Scelta del cognome, nome cristiano e automatismi incostituzionali

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La scelta dei nomi per il battesimo sembra subbisca una prassi "canonicamente incostituzionale": se è vero che tutte le norme che impongono automaticamente il cognome del padre sono incostituzionali, non meno incostituzionale, dal punto di vista canonico, appare la prassi di dover imporre il nome di un Santo o di una Santa cristiani. Gli automatismi imposti, sono illegittimi: cognomi e nomi, se scelti per la dignità e l'identità della persona, non lo sono mai.   Sant'Emidio che battezza Sant'Olisia (Basilica dell'Incoronata, Napoli) Umberto Rosario Del Giudice     Incostituzionalità delle norme unilaterali di attribuzione del cognome La recente dichiarazione della Corte costituzionale circa l’illegittimità costituzionale di tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre ai figli, conclude un dibattito lungo. Le ragioni del pronunciamento saranno depositate nelle prossime settimane, ma basta poco per comprendere che entramb...

Prassi, assoluzione generale e percorsi di corresponsabilità ecclesiale? Una possibilità per il Codice

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La proposta di Michele Aramini e la riflessione di Andrea Grillo riaprono il dibattito sulla “terza forma” della Penitenza. Un rito di penitenza con assoluzione generale non sarebbe solo auspicabile per la prassi pastorale e per l’esercizio comune dell’ascesi ma anche una possibilità di concretizzare la struttura comunionale proposta dal Concilio e dal Codice.     Umberto Rosario Del Giudice In occasione delle misure restrittive, si è avuto modo di riflettere sulla terza forma del Rito della Penitenza, quella, cioè, che offre la possibilità di assoluzione generale senza atto di confessione individuale e auricolare. Gli interventi su La terza forma della penitenza: un dibattito sono stati ospitati sul Blog di Andrea Grillo: le riflessioni hanno offerto un excursus canonico , uno pastorale (di M. Gallo), uno sacramentale (A. Grillo) e uno più sociologico (I. De Sandre). La questione ritorna in questi giorni non solo come proposta pastorale ma anche come prassi ...

Radici del Triduo e cristianesimo radicale

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  Il Triduo pasquale rimane la radice e il vertice di ogni identità cristiana. È la netta autoconsapevolezza ecclesiale di un mistero che coinvolge prima di tutto e prima di tutti, rendendo liberi di essere, per tutti, il prima e il dopo, l’origine e la fraternità, la destra del Padre che accoglie e l’amicizia donata. È l’evento radicale che distingue tradizioni e tradizione. Dal Messale. Tavola di Mimmo Paladino per il Giovedì Santo   Umberto Rosario Del Giudice   Questi giorni “odorano” di Pasqua. Già domenica scorsa (“Domenica delle Palme”) sui vari social campeggiavano “colombe bianche” e “ramoscelli di ulivo”… Il riferimento alla “pace” in bella opposizione a ogni opposizione bellica è stato naturale; anzi, sacrosanto. Ripensando a questa “Pasqua 2022”, i cui riti iniziano al tramonto del giovedì (quest’anno 14 aprile), non si può non pensare a quanto accade intorno a noi e, soprattutto, a quante voci, sedicenti cristiane, moltiplicano il giudizio sulla guerra....

La necessità di un cristianesimo trasfigurato

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Oltre il silenzio la necessità della denuncia. Il cristianesimo sta svelando in questi tempi la sua portata sociale e politica; non c’è neutralità di Stato che regga. Le tradizioni e le forme di vita sono tutte lecite se conservano la fedeltà all’uomo: la sequela cristiana non può dimenticare le vette preziose della trasfigurazione e giustificare allo stesso tempo fosse comuni. ( Foto della Divina Liturgia celebrata oggi presso la Chiesa di San Michele della Chiesa Ortodossa a Kiev ) Umberto Rosario Del Giudice     Il silenzio serve per riflettere, per riprendere le forze psichiche, per raccogliere sé stessi e per raccogliersi davanti al mistero della vita che chiamiamo “Dio”. Ma c’è anche un silenzio pieno di perplessità e smarrimento, di preoccupazione, di stordimento. Un silenzio che ammutolisce dal dolore. Ma proprio dolore e costernazione invitano a denunciare la necessità di rivalutare esperienze religiose affinché ogni Chiesa e ogni cristiano valuti il proprio cam...