Post

Carlo III, difensore delle fedi?

Immagine
  Oggi la cerimonia di incoronazione. Carlo III giura come "Difensore della fede", ovvero delle "fedi" - come ha dichiarato più volte-, a difesa della libertà di essere religiosi, non solo di essere anglicani. Bella novità. Umberto Rosario Del Giudice     Re Carlo III incoronato. E finalmente. I tempi della monarchia sono particolari. Ma particolare è anche la monarchia inglese in sé che da secoli “difende la fede”. In realtà, il titolo di “defensor fidei” fu dato da Leone X nel 1521 a Enrico VIII d’Inghilterra con lo scopo di arginare la diffusione delle novantacinque tesi luterane. Dopo vari contrasti tra il papato (Adriano VI, Clemente VII) Paolo III revocò il titolo ma, qualche anno dopo, fu il parlamento d’Inghilterra, sulla base del precedente conferimento, a confermare il titolo di Defender of the Faith nel 1544 per i regnanti. Da quel momento anche la Chiesa anglicana confermò quel titolo; risultato; tutti i re d’Inghilterra sono stati considerati “difensor...

Le tre “f”: folla, festeggiamenti e fede

Immagine
    Il rito ha una forza tutta sua. Stentiamo a comprenderlo. Ma facciamo tutti quanti parte di società che fanno uso di “riti”. Anche lo sport ha i suoi riti. La trance da stadio è stupida; ma snobbare il tifo può esserlo ancora di più.     Umberto R. Del Giudice Gli eventi dei prossimi giorni, gli scambi con gli alunni (anche quelli di  “ fede calcistica non partenopea ”  ai quali ho scherzosamente promesso un  “due ”), mi hanno condotto ad una riflessione personale che qui condivido con piacere e, direi, con spirito profondamente sportivo.   La tendenza ad intellettualizzare tutto, può farci perdere un’occasione di formazione e di educazione. Se ben indirizzata, anche la festa per uno scudetto può essere educativa.   Gli studi antropologici hanno ormai chiarito che i rituali sono fondamentali per la costituzione, il mantenimento e il cambiamento dei gruppi e delle società o dell’ingresso in status di partecipazione sociale [1] pur co...

Il Secondo giorno del triduo pasquale: silenzio e parola

Immagine
    Nel secondo giorno del triduo pasquale i cristiani ricordano che tutto ha inizio dal profondo silenzio ; dalla parola-non-parola     Umberto Rosario Del Giudice   In principio è la parola… In molte cosmogonie, la parola è “origine”; la parola è “all’origine”. Nela narrazione del Vangelo secondo Giovanni, il Cristo è pre-esistente; anzi è “ logos ” attraverso il quale e nel quale tutto è stato fatto (“ πάντα δι’ αὐτοῦ ἐγένετο, καὶ χωρὶς αὐτοῦ ἐγένετο οὐδὲ ἕν ”; Gv 1, 3). Così nella Tanakh : con la “parola” Elohim fa esistere tutto (“ εἶπεν ὁ θεός γενηθήτω φῶς καὶ ἐγένετο φῶς ”; Gn 1,3). Secondo i Veda e le Upanishad , il suono Ohm è all’origine di tutto: in esso tutto esiste, tutto ha origine e tutto si comprende (cfr. Māṇḍūkya Upaniṣad ). Nel Libro per uscire al giorno (pi correttamente “ Inizio delle formule per uscire di giorno ”, poi conosciuto come “ Libro dei morti ”), la tradizione egiziana assegna a R ê (conosciuto anche come...

La fede oltre l'oracolo, tra resurrezione di Lazzaro e ingresso a Gerusalemme

Immagine
Nella fede di Gesù ogni esperienza può essere compresa affinché ogni uomo possa comprendere e comprendersi. Insomma, nella fede, conosci te stesso. Umberto Rosario Del Giudice  Ieri pomeriggio, quasi per caso, ho scovato l'unica Chiesa cattolica di lingua italiana ad Atene. Per ragioni ecumeniche (e di convenienza) i cattolici qui seguono il calendario ortodosso: per questo, quest'anno, celebreranno la Pasqua il 16 aprile. Praticamente, ho seguito la stessa liturgia della parola di domenica scorsa (secondo il calendario romano). La sorpresa? Pochissimi canti, foglietti distribuiti a tutti, omelia lunga, liturgia eucaristica condensata (ovviamente la"seconda"). Insomma, una chiesa cattolica, per me, fin "troppo romana". In ogni caso, ringrazio questa bella comunità per l'accoglienza. Tuttavia, colgo l'occasione per offrire anch'io una breve riflessione sulla dinamica della cosiddetta "resurrezione di Lazzaro". Una "quasi" resur...

Il (mio mezzo e buono) secolo breve

Immagine
    13 gennaio 1973, 13 gennaio 2023. Cinquant ’ anni di un ’ evoluzione in cammino.   Carissimi, sono cinquanta compiuti. Il mio tempo passato mi potrebbe apparire più lungo del mio tempo futuro.  Ma non mi curo del tempo che passa; non mi preoccupa. Provo piuttosto ad avere “cura di me”. Imparare e (re-)imparare dalla vita.  Non che bisogna partire sempre da “0”: assolutamente no.  Le esperienze ci modificano, ci modellano, ci identificano: siamo ciò che abbiamo fatto. Il nostro “principio” sono le nostre “azioni”, le nostre mani, i nostri piedi, i nostri occhi, le nostre orecchie. Ciò che abbiamo visto, udito, ciò che abbiamo camminato (si può dire?...) ci rendono quel che siamo. Ma molto dipende anche da come abbiamo udito, visto, camminato, toccato. Un avventore e uno chef non avranno la stessa reazione e non impareranno le stesse cose dalla stessa pizza! Siamo ciò che abbiamo vissuto e il modo in cui abbiamo vissute le esperienze e abbiamo voluto vi...

Il drago di Georg: dalla bocca più fumo che fuoco

Immagine
  Le “verità” di mons. Georg Gänswein rischiano di essere un grande doppio boomerang: da una parte rivela chiaramente il pensiero di papa Benedetto XVI, la sua mansuetudine e la sua bontà caratteriale forse ingenua; dall’altra, rivela se stesso, le sue paure, le sue nostalgie: limiti personali che raccontano di un uomo disposto a tutto per “fare verità” dal sapore però del fare vendetta. Il suo racconto rimane fumo: niente che non fosse già trapelato. Apprezzabili rimangono solo alcune ricostruzioni che gettano luce sulle chiare preoccupazioni di papa Francesco e su alcune ingenuità di Benedetto XVI, sant'uomo nell'attenzione e nella devozione.    [S temma di mons. Gänswein (2012-2017) che riprende (a sinistra) lo stemma di papa Benedetto XVI (prerogativa del Prefetto della Casa pontificia)] Umberto Rosario Del Giudice   È appena uscito il libro di mons. Gänswein, Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI (edizioni Piemme). Ad una v...

Scegliere tra Maria di Nazareth e Ponzio Pilato

Immagine
  “ Natus ex Maria Virgine; passus sub Pontio Pilato ”. Nelle primissime testimonianze cristiane extrabibliche, Maria è presentata in contrasto con un'altra figura: Ponzio Pilato. Due figure, due atteggiamenti totalmente opposti. Due modi di fare storia.   Giotto, La Natività di Gesù, Cappella degli Scrovegni Umberto Rosario Del Giudice   La Solennità di oggi ci aiuta a riconsiderare la figura di Maria di Nazareth nella sua qualità di “Madre di Dio”. Le sobrie testimonianze bibliche su Maria lasciano spazio di interpretazione per accogliere questa figura centrale del cristianesimo tra invocazione (atteggiamento più cattolico-ortodosso) ed evocazione (atteggiamento più protestante). Ma non c’è dubbio che già dai primi anni del II sec. per tutti i cristiani Maria ha un ruolo determinante rispetto alla vita di Cristo e dei suoi discepoli. Nel II sec., infatti, la menzione del “concepimento verginale” di Gesù, figlio di Maria, entra nelle confessioni di fede e n...