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La necessità di un cristianesimo trasfigurato

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Oltre il silenzio la necessità della denuncia. Il cristianesimo sta svelando in questi tempi la sua portata sociale e politica; non c’è neutralità di Stato che regga. Le tradizioni e le forme di vita sono tutte lecite se conservano la fedeltà all’uomo: la sequela cristiana non può dimenticare le vette preziose della trasfigurazione e giustificare allo stesso tempo fosse comuni. ( Foto della Divina Liturgia celebrata oggi presso la Chiesa di San Michele della Chiesa Ortodossa a Kiev ) Umberto Rosario Del Giudice     Il silenzio serve per riflettere, per riprendere le forze psichiche, per raccogliere sé stessi e per raccogliersi davanti al mistero della vita che chiamiamo “Dio”. Ma c’è anche un silenzio pieno di perplessità e smarrimento, di preoccupazione, di stordimento. Un silenzio che ammutolisce dal dolore. Ma proprio dolore e costernazione invitano a denunciare la necessità di rivalutare esperienze religiose affinché ogni Chiesa e ogni cristiano valuti il proprio cam...

Dimmi che IRC pensi…

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Tendenze intransigenti che mirano a confessionalizzare o neutralizzare l’insegnamento religioso, ambiguità insensate intorno ad una disciplina a statuto speciale che rimane una sintesi utile all’approfondimento e alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale italiano ed europeo, non devono sminuire la ricchezza della offerta formativa dell’IRC. Alcuni hanno condiviso la Lettera della Presidenza della CEI che invita ad avvalersi dell’IRC con un’enfasi troppo confessionale: vale dunque la pena ribadire la distinzione tra prassi educativa dell’IR e catechesi che rimane non solo una ricchezza ma anche una possibilità di ricomprensione dell’azione catechetica.   Umberto Rosario Del Giudice   È stata appena pubblicata la Lettera a firma di mons. Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che invita ad avvalersi anche per l’anno scolastico 2022-2023 dell’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC). La Lettera, sebbene porti la data de...

I sazi e gli affamati

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      Umberto Rosario Del Giudice   Brutte, bruttissime notizie dall’Afghanistan: bambini muoiono di fame e le prospettive sono drammatiche . Lo denunciano WFP e Unicef. Altre famiglie si trovano in uno stato di totale povertà tanto da barattarefigli per saldare debiti di circa 500  dollari. Notizie; troppe; tristi: narrano il dramma di chi, nel 2021, muore di fame. Lontano da noi. E capita che sei investito da queste terribili notizie e poi ti lasci andare dal tram tram quotidiano. Lavoro, famiglia, interessi, dispute: realtà giuste, rilevanti, importanti e necessarie per la nostra stessa identità. Ma non finisci di sentirti inadeguato. Vorresti portare aiuto. Pensi a soluzioni. Mandi una parte dei tuoi guadagni a qualche Associazione che lavora bene sui territori lontani o a qualche ONG. Puoi anche sostenere progetti per lo sviluppo mondiale del secondo obiettivo dell’Agenda 2030 . Ma tutto ti sembra poco. Ogni iniziativa ti appare nien...

La "bellezza" dei diritti oltre l'ombelico

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  In fondo i farisei ci dovrebbero stare simpatici: cosa fanno se non difendere i "diritti soggettivi"? Bene ricordarlo: la logica giuridica inquadra e disegna giustamente i diritti come astrazione di una libertà personale invalicabile: ma nessun diritto è davvero tale se non comprende, supporta, stimola, custodisce anche la libertà dell’altro. Ma questo il diritto non te lo dice. Scena tratta dalla miniserie "Gesù di Nazareth" con la regia di Franco Zeffirelli (1977) Umberto Rosario Del Giudice Nel brano della prima lettura di oggi, domenica 3 ottobre ( XXVII Domenica del Tempo Ordinario ) si legge che “non è bene che…” (Gn 2,18). Il sostantivo usato è ט֛וֹב  ( t ō o ḇ ) che in ebraico sta per  “ bontà ” ,  “ bene ”  ma anche  “ bellezza ” . La traduzione dei LXX infatti traduce t ō o ḇ con κ α λò ν   (calòn) che in greco è, appunto, bellezza. Sarebbe bene, dunque, tradurre “non è bello” piuttosto che “non è bene”. Anche oggi, spesso usiamo il...

Una Nota verbale. Un passo “im-prudente”?

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  La falsa contraddizione tra libertà di educare (secondo dottrina) e aggravante penale della discriminazione omofoba. Non solo questioni di "parole" ma anche di (false) paure (forse troppo) imprudenti o almeno irrilevanti.  Umberto Rosario Del Giudice   Oggi la Nota Verbale della Segreteria di Stato e la “presa di posizione” del Presidente del Consiglio , Mario Draghi hanno fatto notizia. Ci sono già vari commenti: Vincenzo Pacillo in un’intervista ha evidenziato l’aspetto un po’ troppo “moderno” dello strumento giuridico; altri, teologi e canonisti, hanno scritto sui propri profili Facebook. I commenti fanno notare come la Nota evidenzi una contraddizione inesistente (tra Concordato e DDL Zan) o come sia frutto di pura paura. A caldo reagisco. Credo che il miglior commento sia stato dato proprio dal Presidente Draghi che ha affermato “sono considerazioni ovvie….” riferendosi al suo ribadire che lo Stato italiano è laico. E quasi ovvia anche la presa di posizio...