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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

Forma liturgica, tradizione conciliare e teologia

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  La riforma liturgica non è un’alternativa alla tradizione, ma la sua forma viva. Le resistenze al rito conciliare generano oggi derive settarie e ambiguità persino in ambiti gerarchici e accademici: serve un equilibrio spirituale capace di custodire comunione senza rifugi identitari né nostalgie paralizzanti.   Umberto R. Del Giudice   Porte chiuse alla Chiesa e finestre aperte solo sul chiostro: è l’immagine più eloquente di una spiritualità che si ripiega su di sé. A riproporre una riflessione sul tema è l’ultimo intervento di Andrea Grillo  (che con la consueta lucidità denuncia le ambiguità liturgiche ed ecclesiali del nostro tempo). Si tratta del post dal titolo  “ Un Abate immune dal Vaticano II. Sulla intervista a Dom Pateau ”, che mi offre l’occasione per riprendere alcuni nodi decisivi della riforma conciliare e della sua ricezione. È bene ricordarlo e ripeterlo: la riforma liturgica conciliare non ha introdotto un rito alternativo e staccat...

Tradizione o inerzia? Il potere delle parole e le parole del potere

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  I riti domestici rivelano ancora una volta il potere delle parole e le parole del potere. Il termine “capofamiglia”, apparso in questi giorni, è il segno di una Chiesa che fatica a rinnovarsi. Umberto R. Del Giudice   Il giorno di Pasqua è tradizione benedire le tavole con il ramo d’ulivo (della Domenica delle Palme) e l’acqua santa (della veglia Pasquale). In alcune comunità parrocchiali ricompare anche la distribuzione dell’immaginetta che nel retro riporta un breve sussidio pensato per la benedizione del pranzo pasquale. Fogli semplici, spesso stampati in fretta, che passano di mano in mano come un gesto tradizionale di familiarità e che, sebbene preparati con cura, riconducono ad un certo modo di vedere e di pensare le cose. In mezzo a formule rinnovate, immagini aggiornate e grafica moderna, sopravvive un termine che sembra arrivare da un’altra epoca. Colui (/colei?) che pronuncia la preghiera dovrebbe essere, secondo la didascalia “ capofamiglia ”.   Il ...

Il ritmo del Triduo liturgico e il suo dramma cerimoniale

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Il Triduo è spesso vissuto come un susseguirsi di riti slegati o come un accumulo di devozioni. Il suo ritmo, invece, ricompone il cammino della fede. Le varie anticipazioni, sovrapposizioni, abitudini, rivelano più le nostre ansie mascherate da devozione che il mistero celebrato. Il ritmo del Triduo non chiude le emozioni: le forma, le orienta, le restituisce alla fede possibile.  Cesar Legaspi (1917–1994),  Missa in Coena Domini (o L'Ultima Cena), Olio su tela.  Umberto Rosario Del Giudice   Il cristianesimo nasce da un evento. Non da un mito, non da un’idea. Nasce da un accadere, da un evento fondante (come Buddismo e Islam). L’evento ha un luogo, un tempo, dei testimoni. La tradizione lo chiama evento pasquale : un evento che si distende in tre momenti inseparabili: autodonazione , morte e resurrezione . Ma credo sia teologicamente fondato declinare questi tre momenti come atto personale del Cristo e non come azione impersonale: Cristo consegnato , Cristo...