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Necessità dell’unità ecclesiale e oscurità della categoria di “atto invalido”

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  La recente Nota del Dicastero della Fede “ Gestis verbisque ” che dichiara nulla la celebrazione dei Sacramenti con “gravi modifiche apportate alla materia o alla forma” ripropone l’annosa questione degli atti “nulli” nel sistema canonico e ricolloca tutti gli atti liturgici sotto l’ombra oscura della sola precomprensione giuridica della vita di fede.   Umberto Rosario Del Giudice   La recente Nota del Dicastero della Fede “ Gestis verbisque ” ha bisogno di una lettura attenta e chiara: essa, infatti, se considerata in modo unilaterale rischia di confondere concetti e contesti più di quanto sia necessario e doveroso. Rimandando ad altre reazioni (quella di Andrea Grillo e di Stefano Sodaro ), propongo una rilettura del Documento, la ripresa di alcuni concetti e possibili risvolti.   Finalità della “ Gestis verbisque ” Le finalità della Nota sono dichiarate fin dalla sua premessa a firma del Prefetto Víctor Manuel Fernández per il quale è necessar...

La “condizione” di essere donna nel Codice tra natura e norme

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  Nel Codice esiste una “condizione” per le “persone fisiche” che, secondo alcuni autori, per le donne si traduce in “condizione di natura”. Si rimanda alla “condizione naturale” per dire la “condizione giuridica della donna” nel Codice, ma non si argomenta. Due possibilità: o i teologi chiariscono il perché o qualche canone dovrà essere rivisto. Appare evidente una “ questione del genere femminile e della sua condizione ”  nel Codice.   Umberto Rosario Del Giudice   Gli interventi che Andrea Grillo ha pubblicato negli ultimi giorni sul suo blog “ Come se non ” rilanciano, alla luce dell’ Instrumentum laboris per la prossima sessione del Sinodo, la questione della relazione tra “sesso femminile” e “ordinazione”, tra “dignità della donna” ed “esercizio pubblico dell’autorità da parte della donna”. Anche un ultimo post di queste ore ( Ministeria propter homines et ministeria per homines ) rilancia una rilettura della relazione tra “ordine”, “ministerialità”...

“Uso di ragione”, Codici e modelli interpretativi

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  Partecipazione come “stato mentale” e partecipazione come processo affettivo e simbolico tra i due Codici   Umberto Rosario Del Giudice   Partecipazione e paradigma conciliare Nel suo libro Eucaristia , che appare come uno studio approfondito, fondamentale e ormai indispensabile per la sacramentaria del XXI secolo, Andrea Grillo rimanda ad almeno quattro affermazioni-chiave del Concilio Vaticano II intorno alla liturgia eucaristica. Mi soffermerò brevemente sul terzo punto che vorrei leggere parallelamente al testo codiciale. Grillo afferma che la partecipazione attiva «affida ai “riti e preghiere” una funzione di mediazione corporea della salvezza. L’esperienza della comunione non è anzitutto “ mentale ”, ma “ procedurale ”: la sequenza rituale – non lo “stato d’animo” – è al centro dell’esperienza ecclesiale» [1] . Il passaggio operato dall’assise conciliare afferma dunque il superamento della “preoccupazione” intellettuale e mentale in favore di un modello di con...