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Visualizzazione dei post da dicembre, 2020

Il primo gennaio vestiti di rosso, come all’Ottava…

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      Il tempo è libertà, se è accolta la novità del “verbo che si fa continuamente carne”. Il tempo è dono, se è accolta la vita come “carne che si fa continuamente verbo”.   Perugino e aiuti, Viaggio di Mosè in Egitto , 1482 circa, affresco, Cappella Sistina, Città del Vaticano   Umberto R. Del Giudice   Il primo giorno dell’anno è stato sempre salutato con feste e colori ma anche con riti propiziatori. Bisognerebbe saper bene cosa indossare, cosa mangiare, festeggiare con fuochi d’artificio, accendere falò, rompere piatti, buttare il “vecchiume”… per accogliere il “nuovo anno”.   Così il “Capodanno” diventa una festa di propiziazione ma si rivela anche un rito di iniziazione reiterata. È un rituale ciclico che rende tutti “bambini” rispetto al tempo: come se ci fosse sempre da iniziare ma anche come se si sapesse già come affrontare il tempo. È questa “sapienza adulta” spesso incapace di far memoria, ci rende davvero ostinati e chiusi al tempo che passa. Ma la sapienza liturgica e c

Il concorso del paradosso e i numeri precari tra trasparenza e avanzamento professionale

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  Il concorso ordinario per gli IdR ha amplificato il paradosso tutto italo-ecclesiale tra riconoscimento culturale del patrimonio cattolico e diritto al lavoro , esasperando gli animi e rendendoli più precari. Ma precari e non fruibili sono i numeri relativi ai dati: quanti insegnanti precari? Quanti da quanti anni?... e con quante ore? La questione sullo sfondo, su cui concentrarsi ora, è relativa al “diritto al lavoro” che si incontra e si scontra con quella al “diritto al lavoro stabile”: ma riflessioni sul diritto dei lavoratori vanno comparate coi dati reali, che però sembrano poco reali… D’accordo, è giusto ricordare che «dicette Munzignore: “Cucchié, va’ chiano, ca vaco ‘e pressa!”», ma è anche l’ora di fare qualcosa… Altrimenti ci rimettono tutti: cultura civile, qualità dell’IRC, generazioni di studenti e, nella fattispecie, insegnanti professionisti.     Umberto R. Del Giudice   Ho atteso molto prima di pubblicare questo post per vari motivi, alcuni dei quali legati alla pe

Messa della “notte”? Come in una favola…

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    Leggendo le disposizioni di alcune Diocesi italiane sembra che fino allo scoccare della “mezzanotte” siamo ancora in “tempo di vigilia” e non si possa usare il formulario del Natale (contrariamente a quanto farà la Diocesi del Papa) scongiurando il pericolo di “perdere la scarpetta dell’Avvento”, come in una favola. Il tempo di pandemia impone le mascherine chirurgiche e rivela le maschere teologiche. Immagine: Antifonario  (XV sec.) , particolare:  A solis cardine Ortus , Abbazia domenicano di Santa Caterina, San Gallo (Svizzera)   Umberto R. Del Giudice   Tempo e disposizioni per la “Messa della notte ” Da una rilettura incrociata delle diverse disposizioni delle varie Diocesi italiane, la domanda sorge spontanea: quale formulario usare ? quali letture ? La questione non è secondaria poiché le disposizioni delle Diocesi non concordano generando confusione ma soprattutto grande perplessità tra i fedeli-celebranti, poiché, alcuni di essi, saranno “costretti” a seguire le indicazion