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Visualizzazione dei post con l'etichetta Religioni

"Chi ama non dimentica". Controllare o immergersi nei riti?

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  Custodire la tradizione non significa ridurre a funzione i riti: i riti non si controllano, si tutelano perché siano il "centro di ogni azione" e la fonte di "ogni pensiero". I moralismi, i progetti pastorali, i dogmatismi, le dottrine possono chiudere i riti in funzioni riducendo al fede a "pensiero razionalizzato". Ma la fede questo non lo permette... Umberto Rosario Del Giudice Il “mio” contesto immediato   Nell’occasione del terzo scudetto del Napoli, come già ho scritto qui , la tifoseria napoletana (non solo a Napoli) organizzò feste, striscioni, coreografie multiple, e aveva il tempo per farlo. Col quarto scudetto, a Napoli si è vissuta la tensione quasi immediata tra quello che è reale e quello che è vero: per ore la tifoseria napoletana (che possiamo tradurre anche con “tutta la città”) si è vista come in “tensione” per ciò che “sarebbe potuto accadere”. Una tensione “escatologica”, che, cioè, era nostalgia di un futuro imminente e possibile...

Carlo III, difensore delle fedi?

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  Oggi la cerimonia di incoronazione. Carlo III giura come "Difensore della fede", ovvero delle "fedi" - come ha dichiarato più volte-, a difesa della libertà di essere religiosi, non solo di essere anglicani. Bella novità. Umberto Rosario Del Giudice     Re Carlo III incoronato. E finalmente. I tempi della monarchia sono particolari. Ma particolare è anche la monarchia inglese in sé che da secoli “difende la fede”. In realtà, il titolo di “defensor fidei” fu dato da Leone X nel 1521 a Enrico VIII d’Inghilterra con lo scopo di arginare la diffusione delle novantacinque tesi luterane. Dopo vari contrasti tra il papato (Adriano VI, Clemente VII) Paolo III revocò il titolo ma, qualche anno dopo, fu il parlamento d’Inghilterra, sulla base del precedente conferimento, a confermare il titolo di Defender of the Faith nel 1544 per i regnanti. Da quel momento anche la Chiesa anglicana confermò quel titolo; risultato; tutti i re d’Inghilterra sono stati considerati “difensor...

Radici del Triduo e cristianesimo radicale

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  Il Triduo pasquale rimane la radice e il vertice di ogni identità cristiana. È la netta autoconsapevolezza ecclesiale di un mistero che coinvolge prima di tutto e prima di tutti, rendendo liberi di essere, per tutti, il prima e il dopo, l’origine e la fraternità, la destra del Padre che accoglie e l’amicizia donata. È l’evento radicale che distingue tradizioni e tradizione. Dal Messale. Tavola di Mimmo Paladino per il Giovedì Santo   Umberto Rosario Del Giudice   Questi giorni “odorano” di Pasqua. Già domenica scorsa (“Domenica delle Palme”) sui vari social campeggiavano “colombe bianche” e “ramoscelli di ulivo”… Il riferimento alla “pace” in bella opposizione a ogni opposizione bellica è stato naturale; anzi, sacrosanto. Ripensando a questa “Pasqua 2022”, i cui riti iniziano al tramonto del giovedì (quest’anno 14 aprile), non si può non pensare a quanto accade intorno a noi e, soprattutto, a quante voci, sedicenti cristiane, moltiplicano il giudizio sulla guerra....

La necessità di un cristianesimo trasfigurato

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Oltre il silenzio la necessità della denuncia. Il cristianesimo sta svelando in questi tempi la sua portata sociale e politica; non c’è neutralità di Stato che regga. Le tradizioni e le forme di vita sono tutte lecite se conservano la fedeltà all’uomo: la sequela cristiana non può dimenticare le vette preziose della trasfigurazione e giustificare allo stesso tempo fosse comuni. ( Foto della Divina Liturgia celebrata oggi presso la Chiesa di San Michele della Chiesa Ortodossa a Kiev ) Umberto Rosario Del Giudice     Il silenzio serve per riflettere, per riprendere le forze psichiche, per raccogliere sé stessi e per raccogliersi davanti al mistero della vita che chiamiamo “Dio”. Ma c’è anche un silenzio pieno di perplessità e smarrimento, di preoccupazione, di stordimento. Un silenzio che ammutolisce dal dolore. Ma proprio dolore e costernazione invitano a denunciare la necessità di rivalutare esperienze religiose affinché ogni Chiesa e ogni cristiano valuti il proprio cam...

Se la teologia “abita i confini”, la canonistica quando?

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  L’occasione di un seminario per un gruppo di ricerca è utile per rilanciare “temi fondamentali” anche per i canonisti. E se la teologia è chiamata a parlare “dai contesti”, cosa farà la canonistica?   Umberto Rosario Del Giudice   Si è da poco concluso un incontro del gruppo di ricerca per “ Il Mediterraneo come luogo teologico ”, legato ad un progetto che vuole riflettere sulla possibilità di un pensiero critico, di “rete evangelica”. L’inizio di questo percorso si deve ad una comunicazione del maggio 2017 dal titolo “ Una nuova teologia per il Mediterraneo ” offerta dall’allora Decano della Sezione San Luigi della PFTIM, p. Pino Di Luccio, alla quale ha fatto seguito l’insediamento di vari gruppi di studio oggi guidati da Pina De Simone, attuale coordinatrice del Biennio di Teologia Fondamentale. Il lavoro di ricerca oggi, grazie anche al sostegno dell'attuale Decano, p. Mario Imperatori, favorisce il dialogo tra docenti di diverse facoltà e istituti di ri...

Effetti simbolici del crocifisso tra “maggioranza civile” e “passività teologica”

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    Oggi la notizia di una sentenza della Cassazione sul tema del “crocifisso nelle aule scolastiche”. All’origine di tutto una valida delibera degli studenti riuniti in Assemblea di Classe. Appare dunque doveroso sintetizzare i fatti e il merito in diritto dal quale emerge la “passività formale” del crocifisso/oggetto che per i credenti cristiani si rivela come una “passività teologica”, affine ad una assenza-presenza con la quale, nel Crocifisso, siamo chiamati a valorizzare il dialogo piuttosto che i dogmi, il confronto anziché gli oggetti d’arte sacra.  [ foto scattata in un angolo di una sala scolastica ] Umberto Rosario Del Giudice   Il 6 luglio 2021 in Camera di Consiglio , la Corte Suprema di Cassazione in Sezioni civili unite , ha adottato una decisione (ovvero sentenza ) di cui oggi sono state pubblicate le motivazioni. Molte testate giornalistiche hanno pubblicato titoli e articoli anche se, fino alla tarda mattinata di oggi (10 settembre) era possibile s...

Lasciatemi insegnare “Religione”

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  Ogni religione autoreferenziale che ha paura di confrontarsi con la storia e sente i brividi sulla schiena del tradizionalismo se pensa alla promozione della sintesi razionale del suo patrimonio, vuole solo salvare l’immagine che ha di sé, e non è più capace di guardare in faccia né alle persone né a Dio: non è più una religione credibile. Allora lasciatemi insegnare …   Umberto Rosario Del Giudice   Il buio delle dittature religiose e la capacità di sintesi culturale Ai fatti che stanno trascinando l’Afghanistan in un periodo di buia dittatura religiosa reagisco con diversi sentimenti. Spero che si realizzino ancora tanti progetti per quel Paese che, in ogni caso, è al centro di molti, troppi interessi. Ma sono convinto che nei prossimi mesi sarà assolutamente necessario muoversi per garantire istruzione a tutti, donne e uomini. I Talebani hanno paura dell’istruzione egualitaria e autentica che fa aprire gli occhi. Ogni religione autoreferenziale che ha paura di confr...