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Visualizzazione dei post da gennaio, 2022

Se la teologia “abita i confini”, la canonistica quando?

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  L’occasione di un seminario per un gruppo di ricerca è utile per rilanciare “temi fondamentali” anche per i canonisti. E se la teologia è chiamata a parlare “dai contesti”, cosa farà la canonistica?   Umberto Rosario Del Giudice   Si è da poco concluso un incontro del gruppo di ricerca per “ Il Mediterraneo come luogo teologico ”, legato ad un progetto che vuole riflettere sulla possibilità di un pensiero critico, di “rete evangelica”. L’inizio di questo percorso si deve ad una comunicazione del maggio 2017 dal titolo “ Una nuova teologia per il Mediterraneo ” offerta dall’allora Decano della Sezione San Luigi della PFTIM, p. Pino Di Luccio, alla quale ha fatto seguito l’insediamento di vari gruppi di studio oggi guidati da Pina De Simone, attuale coordinatrice del Biennio di Teologia Fondamentale. Il lavoro di ricerca oggi, grazie anche al sostegno dell'attuale Decano, p. Mario Imperatori, favorisce il dialogo tra docenti di diverse facoltà e istituti di ricerca. N

Tommaso: un gigante da liberare “pro veritate rei”

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  Tommaso d’Aquino è stato senza dubbio un grande pensatore che ha offerto una struttura analitica dell’ordine esistenziale teologicamente fondato. Un “gigante” che troppo spesso viene usato senza essere compreso: un gigante, che curava la verità delle cose, da “liberare” dai “falsi tomismi”.   Umberto Rosario Del Giudice   L’insistenza con la quale il magistero della Chiesa ha sostenuto e “adottato” il pensiero tomista, capace di offrire una struttura teologica affidabile, pur sempre relativa ad “una” possibile teologia, ha ingannato molti che si sono premurati di citare continuamente il frate domenicano senza spesso leggerne le pagine. “Forse” non tutti i teologi che lo citano ne hanno lette tutte le opere (con lo sforzo di confrontarle col testo o almeno coi lemmi latini). Ne risulta spesso un travisamento del testo ma soprattutto delle intenzioni e del pensiero dello stesso Tommaso.   Tommaso: un “gigante libero” e da “liberare” «Può essere attuale un pensiero che p

Laicità: prospettive diverse per il Diritto canonico?

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  L’invito del prof. Pierluigi Consorti, ordinario di diritto ecclesiastico e diritto canonico presso l’Università di Pisa, non può cadere nel vuoto. Teologia e Diritto devono parlarsi a vari livelli, da prospettive diverse, per aprire orizzonti utili al Diritto canonico e necessarie alla vita della Chiesa.   Umberto Rosario Del Giudice   In una riflessione schietta e lucida apparsa su Il Regno-attualità (2/2022, 15/01/2022, pp. 3-7; disponibile per abbonati), il prof. Pierluigi Consorti invita al dialogo e al confronto tra i canonisti che insegnano nelle università statali italiane e i colleghi impegnati nelle istituzioni ecclesiastiche per avviare una stagione di “dialogo collaborativo con la scienza canonistica laica”. L’articolo, dal titolo A che scopo? Ripensare il diritto canonico per riformare la Chiesa , si concentra sulla necessità di aprire spazi “laici” di riflessione. Consorti afferma, tra l’altro, che “la progressiva assenza di luoghi laici di formazione religio

Della Parola, dalla Parola, nella Parola: per non “cadere in devozione”

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    Domenica della “Parola di Dio”? Un’occasione per tornare a riflettere sul sintagma “ Parola di Dio ” ma, soprattutto, sulla relazione tra “Parola” e “fede”, ovvero sulla inseparabilità tra esperienza del singolo e manifestazione del Cristo: sempre unite e mai separate.     Umberto Rosario Del Giudice   Questa III Domenica del Tempo ordinario è “colorata” di una “giornata” dedicata alla “Parola di Dio” per volontà di papa Francesco che il 30 settembre 2019 promulgò a tale scopo il motu proprio Aperuit illis . Leggendo questa lettera apostolica appare confusa la differenza tra “ Parola di Dio ” e “ Sacra Scrittura ”: in realtà, il documento ne presume l’identità. Anche altri riferimenti conciliari e magisteriali , direttamente citati dal motu proprio , non offrono chiarimenti a riguardo. Nonostante ci sia chi ricorda che la giornata di oggi sia dedicata alla “Parola di Dio” e non alla “Sacra scrittura”, né semplicemente alla “Bibbia” , la distinzione tra queste

Informazioni fuorvianti e tradizione fuorviata

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      Da qualche ora sono disponibili su vari siti notizie relative al conferimento del ministero del Lettorato e Accolitato che avverrà domenica prossima, 23 gennaio. Son vari i siti a darne notizia con vari titoli. Tutto molto “bello” se non fosse altro che molti titoli in questione, e i contenuti dei relativi articoli, siano quantomeno “fuorvianti”.   Umberto Rosario Del Giudice   Informazione fuorviante (o eclatante ma falsa) Su una testata campeggia il titolo seguente: «Il gesto. Lettorato e accolitato a donne e laici . La prima volta domenica prossima» ( qui su Avvenire). Altro titolo è: «Papa Francesco: il 23 gennaio celebra la messa per la Domenica della Parola di Dio e conferisce lettorato, accolitato e ministero del catechista anche a laici » ( qui su Agensir). Un’altra testata afferma: «Nella Domenica della Parola di Dio, il Lettorato e l'Accolitato ai primi laici » ( qui su Vatican News). Niente da dire se non fosse altro che i titoli sono

Ministero ordinato e forme semplici di “dignità”

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  Il dibattito sull’episcopato riporta all’attenzione i “titoli ecclesiali” tra “ gerarchia piramidale ” e “ gerarchia comunionale ”. Il Regolamento della Curia romana configura una struttura gerarchica chiara ma che può essere riformata. Le Conferenze episcopali, a loro volta, possono proporre forme più semplificate. Molto è stato fatto: ma bisogna essere chiari sui ruoli e sulle finalità. Non è una mera questione di forme e di linguaggio, ma di sostanza: il  “Popolo di Dio” non è la base della gerarchia verticale ma il luogo in cui si esprime ogni “semplice dignità”.     Umberto Rosario Del Giudice     Spesso il termine del tempo di Natale è un momento ricco di elezioni episcopali o provviste per le Chiese particolari. La contingenza della festa del “Battesimo di Gesù” e della sua missione sembra un “tempo” propizio: tutto questo ha riacceso il dibattito intorno a ruoli e ai titoli che accompagnano le nomine. Le domande sono varie e sorgono come riflessioni stringenti [1]

Sogni di libertà

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  Il Sogno dei Magi, Salterio miniato: Arundel 157, Oxford, XIII secolo A margine della solennità dell’Epifania Umberto R. Del Giudice Il Vangelo del giorno dell’Epifania finisce con un versetto: “Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”. La pericope liturgica non ci concede di leggere il versetto successivo (il programma liturgico si concentra sulla “saggezza/sapienza” ri-trovata dai magi). Il versetto successivo recita così: «Essi (i magi) erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe…».   Entrambi i versetti sono legati dall’esperienza del “sogno” (in gr. ὄ ναρ). Nella tradizione orientale, il “sogno” è il momento in cui ciò che si è conosciuto con la “percezione dei sensi” passa in uno stadio di autoluminosità un luogo in cui si sperimenta con diversi aspetti le stesse emozioni da svegli e che è il preludio della “vera illuminazione” molto più profonda (il sonno…). Anche nella mitologia greca cla