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Visualizzazione dei post con l'etichetta Diritto canonico

Una caro sit ovvero Una caro erit?

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  Una caro. Elogio della monogamia, tra fondamento biblico, interrogativi  antropologici e questioni giuridico-canoniche (Creazione di Adamo ed Eva, Duomo di Monreale)  Umberto Rosario Del Giudice La Nota Una caro È stata presentata oggi la Nota dottrinale dal titolo Una caro. Elogio della monogamia . La Nota, che adotta il tono narrativo e propositivo, non condanna altre forme di unione, ma propone la monogamia come scelta libera e bella; non si limita a ribadire norme o prescrizioni ma cerca di raccontare un ideale e di proporre una visione positiva della vita coniugale. Non a caso dovrebbe essere un “elogio”, un “canto” tra esclusività e bellezza del foedus tra un uomo e una donna. Sicuramente non si presenta come un trattato giuridico né come manuale di morale; è un invito a riscoprire la monogamia come bene antropologico e spirituale, capace di arricchire la vita e la fede. Mi soffermo tuttavia brevemente sulla citazione, imprescindibile, di Matteo 19, un ...

Strade aperte e Codice chiuso?

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Dal Sinodo alla riforma (del Diritto): un cammino tra istituzione e intuizione, una sfida che parte dalle possibilità di declinare il ministero del diaconato e rimanda ai nodi del Codice di Diritto canonico.   Umberto Rosario Del Giudice   La lettura sinottica di due testi mi aiuta a tornare su argomenti per me fondamentali. Su invito del caro prof. Giuseppe Guglielmi, ho letto il bell’articolo di Cesare Baldi [1] intitolato “Sassi sul cammino sinodale. Una proposta per sgomberare dal Codice visioni ecclesiali medievali” ( Il Regno - Attualità , n. 18/2025, pp. 512–516). Oltre che trovarmi d’accordo, ho provato a coordinare le richieste e preoccupazioni dell’autore (le prime e le seconde del tutto condivisibili) con le indicazioni del Gruppo di Studio n. 5 del Sinodo (Dicastero per la Dottrina della fede), che lavora sul tema “ Alcune questioni teologiche e canonistiche intorno a specifiche forme ministeriali ” e che Andrea Grillo aveva postato poco tempo fa con suoi ...

Necessità dell’unità ecclesiale e oscurità della categoria di “atto invalido”

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  La recente Nota del Dicastero della Fede “ Gestis verbisque ” che dichiara nulla la celebrazione dei Sacramenti con “gravi modifiche apportate alla materia o alla forma” ripropone l’annosa questione degli atti “nulli” nel sistema canonico e ricolloca tutti gli atti liturgici sotto l’ombra oscura della sola precomprensione giuridica della vita di fede.   Umberto Rosario Del Giudice   La recente Nota del Dicastero della Fede “ Gestis verbisque ” ha bisogno di una lettura attenta e chiara: essa, infatti, se considerata in modo unilaterale rischia di confondere concetti e contesti più di quanto sia necessario e doveroso. Rimandando ad altre reazioni (quella di Andrea Grillo e di Stefano Sodaro ), propongo una rilettura del Documento, la ripresa di alcuni concetti e possibili risvolti.   Finalità della “ Gestis verbisque ” Le finalità della Nota sono dichiarate fin dalla sua premessa a firma del Prefetto Víctor Manuel Fernández per il quale è necessar...

Benedizione e ministro del matrimonio. Prospettive

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    Matrimonio sacramento con “ministro ordinato” e matrimonio sacramento “ coram laico ”. Nell’impostazione della Fiducia supplicans può apparire una “piccola dimenticanza” o un’opportunità su cui riflettere tra “benedizione”, “matrimonio sacramento” e, possibile, “benedizione matrimoniale non sacramentale”.   (immagine dall'Ordo celebrandi matrimonium)   Umberto Rosario Del Giudice   La recente Dichiarazione “ Fiducia supplicans ” pone varie questioni. Qui vorrei rimandare solo alla relazione tra “matrimonio”, “sacramento” e “benedizione”. Se è vero, infatti, che vi è il “matrimoni sacramento” con benedizione, vi è anche quello senza “benedizione” del ministro ordinato (nella tradizione latina”) [1] . Ma questo non emerge dal testo (forse non si è voluta ricordare la distinzione anche perché la Dichiarazione vale tanto per il rito latino quanto per quello orientale; ma questo non è esplicitato). Anzi, i nn. 4-6 sembrano dimenticare questa possibil...

La “condizione” di essere donna nel Codice tra natura e norme

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  Nel Codice esiste una “condizione” per le “persone fisiche” che, secondo alcuni autori, per le donne si traduce in “condizione di natura”. Si rimanda alla “condizione naturale” per dire la “condizione giuridica della donna” nel Codice, ma non si argomenta. Due possibilità: o i teologi chiariscono il perché o qualche canone dovrà essere rivisto. Appare evidente una “ questione del genere femminile e della sua condizione ”  nel Codice.   Umberto Rosario Del Giudice   Gli interventi che Andrea Grillo ha pubblicato negli ultimi giorni sul suo blog “ Come se non ” rilanciano, alla luce dell’ Instrumentum laboris per la prossima sessione del Sinodo, la questione della relazione tra “sesso femminile” e “ordinazione”, tra “dignità della donna” ed “esercizio pubblico dell’autorità da parte della donna”. Anche un ultimo post di queste ore ( Ministeria propter homines et ministeria per homines ) rilancia una rilettura della relazione tra “ordine”, “ministerialità”...