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Chiese e monarchie: tanto antiche e tanto moderne?

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  Il rito funebre per Elisabetta II, Regina e Capo della Chiesa d ’ Inghilterra, è durato un ’ intera giornata, ricca di liturgie. Il ritmo e i tempi fiabeschi hanno riportato alla mente riti e mondi antichi. Non sono però mancate note di modernità : una tendenza che si spera possa coinvolgere tutte le Chiese.  Umberto Rosario Del Giudice Le campane che ogni minuto hanno scandito i rintocchi sembravano regolare i passi della processione ma anche i respiri e le emozioni di un ’ intera nazione. La processione è seguita ad un rito molto suggestivo, dai toni antichi ma con novità evidenti. La Chiesa d ’ Inghilterra ha mostrato di saper conservare le proprie tradizioni ma anche di saper valorizzare e rispettare le diverse fedi. La tensione tra antico e moderno è viva; mentre sotto altri aspetti la Chiesa cattolica sembra proprio non riuscire ad uscire da una mentalità contromodernista , aumentando incomprensione per ciò che è  “ antico ”  senza riuscire a riformare alcun...

Misericordia tra emozione e comprensione

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  Per una breve introduzione al programma litrugico della XXIV Domenica del Tempo Ordinario. Umberto Rosario Del Giudice Siamo nell’Anno C e il programma liturgico di questa XXIV Domenica del Tempo Ordinario appare molto lineare. Il tema centrale è la “misericordia”; essa viene presentata in una narrazione che pone due elementi imprescindibili: uno psicologico e l’altro teologico. Il formulario e il lezionario ricordano che, dal punto di vista della percezione umana ed emotiva, la misericordia è un’esperienza rivelatrice che comporta anche graduale comprensione del mistero di Dio. Le letture e il formulario Il racconto di Esodo ricorda che per l’intercessione della preghiera di Mosè, che “supplicò”, “il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo” (cfr. Es 32,7-11.13-14). Nella esperienza di questo personaggio è tracciata tutta la storia di lenta progressione della comprensione del popolo ebraico in relazione all’agire e all’essere di Dio. Il vertice di que...

Matrimonio e rivelazione: festo die anniversario nuptiarum nostrarum

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    Il matrimonio come rivelazione: con l’emozione di chi scrive con la luce che viene dall'altra metà.   Umberto Rosario Del Giudice   Sono profondamente convinto che il matrimonio, se rivelazione di profonda comunione e realistico amore vissuti, non possa non essere per ciò stesso “sacramento”, ovvero luogo della rivelazione del mistero di vita che noi chiamiamo “Dio”. E poiché gli sposi sono “unici”, l’esperienza di unione di vita di due persone non è mai “uniforme” ma sempre “unica”. E l’unicità persiste non tanto nel mistero unico, che, in quanto tale, non è mai completamente esperibile, ma nell’unicità delle persone in quanto tali e in quanto coppia. E in questa unicità che può rivelarsi una parte di quella vita che chiamiamo “Dio”. Ed è in quell’esperienza che coinvolge anche la fede che si rivela una parte di Dio a noi stessi e al mondo. Una dimensione epifanica che chiamiamo con troppa semplicità “matrimonio”. E pensare al matrimonio solo in termini giuridic...

Una consueta e inconsueta settimana dell’APL: tra ciò che è stato fatto e ciò che va fatto

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    "Brevi" in occasione della settimana di studio dell’APL tra cammino fatto e da fare   Umberto Rosario Del Giudice   La consueta settimana di studio dell’APL ( Associazione Professori e cultori di Liturgia ), quest’anno tenutasi a Roma tra il 29 agosto e il primo settembre nella significativa cornice dell’Ateneo di Sant’Anselmo, è stata dedicata al cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione. L’APL, infatti, dal settembre 1972 è presente nel panorama teologico e pastorale italiano con una significatività decisiva e peculiare. I membri che definirei della prima e seconda generazione (1972-1984 e 1985-2000), alcuni dei quali hanno lavorato alacremente alla riforma e alla formazione liturgica non solo in Italia, hanno segnato e tramandato un cammino fatto di amicizia, di accoglienza ma anche di dialogo deciso (a tratti feroce). Ma questa settimana ha consegnato due novità: un Consiglio di Presidenza nuovo anche nella  “ forma ”  e l'incontro...

Teologia da clic?

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Se si scambia la vocazione teologica con la libertà di espressione religiosa postata sui social, la fede cristiana rischia di perdere la sua ragionevolezza e autorevolezza. C’è bisogno di libertà di espressione per tutti ma anche che tutti riconoscano le competenze specifiche dei singoli campi di indagine e di ruoli. Eppure, il “ sensus fidei socialis ” sta aiutando a declinare gli elementi attuali di un certo irrequieto “ sensus fidei fidelis ”.   Umberto Rosario Del Giudice   Un “ sensus fidei socialis ”? I social possono aiutare la discussione, il dialogo, la riflessione anche tra persone che non si sono mai “viste” e la cui forma di “amicizia” rimane “digitale”. Una ricchezza per molti aspetti. Eppure, possono anche creare la convinzione che “tutti possono parlare di tutto”: uno degli ambiti in cui molti sono “più attivi” è quello religioso. Molti “profili” diventano così “esperti teologi”. È bene accogliere tutte le “parole dette e scritte” come indicazi...

Se i Conventi chiudono bisogna aprirsi alle responsabilità civili ed ecclesiali

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    L’avversione alla decisione (necessaria) dei Frati Minori di lasciare alcuni presidi in Campania non deve e non può diventare alibi per le responsabilità di tutti, dal punto di vista ecclesiale e dal punto di vista sociale. E non c ’ è bisogno di chiamare in causa né il Vescovo né il Papa responsabilizzandoli di una decisione non loro e per cui possono poco, anzi nulla.     Umberto Rosario Del Giudice   In Campania, da qualche mese a questa parte, la tendenza dei Frati Minori è chiara: diminuire la presenza presso alcuni Conventi per “ mancanza di frati ”. Il  “ popolo ”  protesta a suon di fiaccolate, lettere (con relative accuse di non si sa quale genere) ai rispettivi Vescovi, interventi (maldestri) di politici. È successo anche in Diocesi di Aversa. I Frati Minori, infatti, hanno deciso di “chiudere” il Convento di Santa Maria delle Grazie in Giugliano. Oggi alcuni quotidiani titolano che il “popolo non ci sta” e che c’è una “ri...

Sinodalità e ‘potestas’: inconciliabili?

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  Una Dichiarazione della Santa Sede arresta il cammino sinodale? Vuole mettere in guardia “amine scismatiche”? Grida per evitare derive democratiche o neopelagiane della Chiesa? Per ora molto meno di tutto questo; e molto più… In gioco c’è la relazione tra primato di Pietro, potestà episcopale e radice sinodale della Chiesa e della stessa potestà di governo.     Umberto Rosario Del Giudice   La Dichiarazione sul Sinodo tedesco pubblicata il 21 luglio u.s. ha suscitato non poche perplessità per almeno due aspetti: da una parte, la Dichiarazione è data dalla “Santa Sede” senza che sia riportato alcun firmatario diretto; dall’altra, appare come un richiamo. Per Santa Sede, vale la pena ricordarlo, si può intendere tanto il Romano pontefice quanto la Curia ovvero, in quanto relazione con altre Chiese, la Segreteria di Stato . In ogni caso, è da escludere che papa Francesco non condivida il nucleo del messaggio. La Dichiarazione vaticana precisa che l...