Lasciatemi insegnare “Religione”

 



Ogni religione autoreferenziale che ha paura di confrontarsi con la storia e sente i brividi sulla schiena del tradizionalismo se pensa alla promozione della sintesi razionale del suo patrimonio, vuole solo salvare l’immagine che ha di sé, e non è più capace di guardare in faccia né alle persone né a Dio: non è più una religione credibile. Allora lasciatemi insegnare

 



Umberto Rosario Del Giudice

 

Il buio delle dittature religiose e la capacità di sintesi culturale

Ai fatti che stanno trascinando l’Afghanistan in un periodo di buia dittatura religiosa reagisco con diversi sentimenti.

Spero che si realizzino ancora tanti progetti per quel Paese che, in ogni caso, è al centro di molti, troppi interessi.

Ma sono convinto che nei prossimi mesi sarà assolutamente necessario muoversi per garantire istruzione a tutti, donne e uomini.

I Talebani hanno paura dell’istruzione egualitaria e autentica che fa aprire gli occhi. Ogni religione autoreferenziale che ha paura di confrontarsi con la storia e sente i brividi sulla schiena del proprio tradizionalismo se pensa alla promozione della sintesi razionale del suo patrimonio, vuole solo salvare l’immagine che ha di sé, e non è più capace di guardare in faccia né alle persone né a Dio: non è più una religione credibile.

Allora bisogna essere attenti affiché ovunque la sintesi tra cultura e religione sia promossa, senza “se” e senza “ma”.

La scuola è la base di ogni vera democrazia perché la cultura, frutto di secoli di riflessioni, scambio, scienza, è l’unica fonte del rispetto intersoggettivo e della collaborazione internazionale. L’istruzione è la prima forma di partecipazione e di condivisione. E l’istruzione attenta al fenomeno religioso non è da meno, anzi, aiuta a preparare i cittadini di domani che avranno sempre più la necessità di sapersi/doversi confrontare con ogni tradizione religiosa oltre che con ogni cultura.

 

L’IRC nella Scuola italiana per guardare al mondo

Nella nostra Scuola italiana esiste l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), un insegnamento confessionale ma professionale, complementare alla catechesi ma del tutto distinta per metodo e finalità. Gli Insegnanti di Religione (IdR) sanno che devono offrire percorsi che mettano in grado gli studenti, anche se atei, a riconoscere il valore del fenomeno religioso e l’importanza che il cristianesimo (particolarmente secondo la tradizione cattolica) ha rivestito per l’identità culturale europea e italiana. Ma l’IdR sa anche che oggi la comparazione tra religioni e culture, tra patrimoni tradizionali e promozione del rispetto reciproco, è parte integrante e irrinunciabile del suo insegnamento.

L’IRC, infatti, rientra nelle finalità generali della Scuola per la quale è fondamentale lo sviluppo armonico e integrale di ciascuno, tenendo conto i principî della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea, la promozione della conoscenza nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, attraverso il coinvolgimento attivo degli studenti e delle famiglie. E tutto questo è integrato, nero su bianco, in quelle competenze scritte nelle Indicazioni nazionali per l’IRC di primo e secondo ciclo.

Allora lasciatemi insegnare che il fenomeno religioso fa parte del patrimonio culturale di ogni società e che si incarna storicamente costituendo una delle possibili e varie identità collettive.

Lasciatemi insegnare

Lasciatemi insegnare che nella storia le religioni, soprattutto monoteiste, sono state violente e che i loro linguaggi possono essere ancora ricchi di ideologia.

Lasciatemi insegnare che la storia delle religioni è ricca, ricchissima, complicata ma anche affascinante.

Lasciatemi insegnare che la storia di ciascuna religione si intreccia con le evoluzioni e le regressioni delle società.

Lasciatemi insegnare quel politeismo che ti lascia a bocca aperta e che rimanda all’esperienza del mondo come manifestazione affascinante di energie sovrane; un politeismo che però sa essere anche abbacinato dall’animismo e pauroso di divinità capricciose.

Lasciatemi insegnare che le tradizioni religiose dell’Indo (poi chiamate induismo) sono ricche di riflessioni teologiche e spirituali e che i Veda e le Upanishad sono testi che tutti dovrebbero leggere forse anche per capire meglio l’inizio della filosofia greca.

Lasciatemi insegnare la sillaba assoluta, il suono dell’universo, e lasciatemi commentare la Mandukya Upanishad, una delle riflessioni più belle tra gnoseologia e metafisica mistica.

Lasciatemi insegnare la bellezza dell’ebraismo: la sua storia coraggiosa, il suo amore per la Torah, la mistica della creazione e quella silente e criptica della Kabala ma ricca di entusiasmo per l’Uno.

Lasciatemi insegnare il coraggio di quegli ebrei davanti alle accuse infamanti che li ha oppressi per generazioni fino alla Shoah e non solo.

Lasciatemi insegnare che le nobili verità dettate dall’esperienza di Siddhārtha Gautama, il Buddah, appaiono come efficaci sintesi della realtà.

Lasciatemi insegnare che l’ottuplice sentiero potrebbe guarire molte nevrosi che ci affliggono.

Lasciatemi insegnare che la vita di Gesù di Nazareth non è solo affascinante ma è ricca di sorprese e di insegnamenti profondi non solo per coloro che, come per noi oggi, lo seguono riconoscendolo vivo in mezzo a noi ma per generazioni intere che oggi devono gran parte della loro cultura democratica al cristianesimo stesso.

Lasciatemi insegnare che i seguaci di Gesù di Nazareth sono diversi tra di loro e che vi è più ricchezza teologica e culturale nei vari patrimoni cristiani di quanta possa trasparire dalle parole dei molti “fedeli” violenti e ideologizzati, e che ci sono stati e ci sono però altri cristiani violati nei pensieri e nei destini.

Lasciatemi insegnare che l’Islam è una tradizione ricchissima e che il monoteismo islamico, a tratti troppo rigido e violento ma anche rispettoso e ammaliato dalla cultura "occidentale", ha prodotto secoli d’oro di cultura e di tecnologia.

Lasciatemi insegnare che i mistici islamici sono tra i più profondi e i più devoti che si possano incontrare e che molti di loro hanno perso la vita per essere spiriti di pace e di devozione, e non avevano niente a che fare con i terroristi dell’ISIS o con i Talebani.

 

E dalla storia delle religioni potremmo imparare queste e tante altre cose…

 

Lasciatemi insegnare che le religioni non possono e non devono essere portatrici di violenza e che la loro prima fedeltà dev’essere rivolta alle donne e agli uomini in cui l’immagine della divinità non è solo impressa ma, direi, custodita.

Lasciatemi insegnare che se vogliamo società coraggiose, libere dai soprusi, rispettose della dignità di ciascuno dobbiamo essere più fedeli alle persone e a Dio; perché solo chi porta rispetto ad ogni persona porta rispetto a Dio, qualsiasi sia il suo nome e la sua natura.

Lasciatemi insegnare, perché l’istruzione è sempre anticamera di libertà, anche religiosa; una libertà che va custodita e tutelata, per tutti.

 


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