Post

Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Dopo “Teologia e cristianesimo come religione”: una breve risposta ai primi commenti

Immagine
        Un breve confronto dopo i primi commenti al post precedente mi aiuta a sottolineare che tra Vetus Ordo e Novus Ordo vi è anche la trasformazione dell’autocomprensione ecclesiale operata dal Vaticano II: dal cristianesimo narrato come religio sacrale e gerarchica a quello vissuto come evento di rivelazione e partecipazione al mistero pasquale. Il tradizionalismo conserva una forma religiosa premoderna; il Novus Ordo esprime la fede come comunione. Questo passaggio implica una responsabilità decisiva per pastori e teologi.     J.D. Schubert, Empfang des Abendmahls , Disegno a inchiostro, ca. 1800 Umberto Rosario Del Giudice     Il mio precedente post è stato rilanciato da Andrea Grillo, che ringrazio. Ringrazio anche per i commenti e le osservazioni che mi appaiono molto edificanti e stringenti e mi aiutano ad approfondire la questione che ho sollevato nel mio post precedente. D’altra parte a questo serve dialogare e scriv...

Teologia e cristianesimo come “religione”. La riduzione religiosa e i riti del Vetus Ordo come custodia della Schale (scorza) davanti alle sfide contemporanee.

Immagine
Appare necessario ripercorrere il passaggio con cui il cristianesimo, da “religione”, è diventato “evento di rivelazione”, evidenziando come questo cambiamento abbia trasformato la liturgia, la forma della fede e l’autocomprensione della Chiesa nel rapporto con la modernità. La mia tesi è che il Vetus Ordo custodisce la scorza religiosa premoderna, mentre il Novus Ordo esprime la fede come partecipazione viva al mistero di Cristo, e che questa differenza interpella oggi in modo diretto la responsabilità teologica ed ecclesiale. Qui si gioca non una partita tra “gusti”, ma la responsabilità dei pastori e dei teologi.   Umberto Rosario Del Giudice Mentre ad una breve ricerca è evidente che, accanto agli Istituti di Vita consacrata e Società di Vita apostolica annodate con le proprie Costituzioni ai riti del 1962, compaie una folta schiera di Associazioni private (con Statuti riconosciuti dalla competente autorità diocesana) o Associazioni pubbliche di diritto diocesano che rima...

“Cum chirotheca” e “sine chirotheca”: il guanto rovesciato della tradizione cattolica

Immagine
Lo “scisma di luglio” appare come una separazione dal reale, dalla Chiesa e dal Padre di Gesù Cristo presente nella storia. L’attenzione a una liturgia cum chirotheca, protetta da un guanto teoretico, rischia di sottrarre alla comunità ecclesiale la responsabilità della mano nuda che tocca la realtà concreta, sine chirotheca. Immagine: Chiroteca, paio - bottega bolognese (sec. XVIII) Cfr. https://www.catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0800027953   Umberto Rosario Del Giudice   Sulla faccenda dello “scisma di luglio” (per ora non saprei come consegnarlo alla storia in altro modo…) vi sono notevoli risvolti: questioni canoniche, contesti storici, vissuti cristiani, metodi spirituali, patrimonio ecclesiale, echi economico-finanziari… Vari interventi hanno già ricostruito alcuni contorni di una faccenda tutta ecclesiale che non riguarda solo la prassi liturgica ma, evidentemente, l’autocomprensione della Chiesa stessa. È stato correttamente oss...