Quarantena quaresimale

Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di quaresima 2020. 

Oggi, mercoledì delle Ceneri, primo giorno di quaresima 2020.
Questa quaresima coincide, in modo diretto e non, con una certa “quarantena sociale” volta a prevenire il contagio del COVID-19.

Umberto R. Del Giudice




Oggi, mercoledì delle Ceneri, primo giorno di quaresima 2020. 
Questa quaresima coincide, in modo diretto e non, con una certa “quarantena sociale” volta a prevenire il contagio del COVID-19.

Andrea Grillo ha scritto qui una bella riflessione su tatto, contatto e contagio. L’azione rituale è sempre un'azione che vuole “contagiare” e lo fa attraverso il tatto e il contatto: col canto corale, con l’uso comune dell’acqua, con lo scambio della pace, con l’unzione, col mangiare insieme, col bere all’unico calice. L’azione rituale è contatto: e così nasce la comunione.

Ora siamo chiamati (non tutti e non allo stesso modo) ad iniziare la quaresima in forma di quarantena. Al di là del disagio oggettivo che molti italiani proveranno, potremmo imparare qualcosa anche da questa contingenza.
La quarantena è un tempo di separazione. La quaresima è soprattutto un tempo di comunione e di comunità. Al tempo stesso la quaresima chiede il silenzio: e la preghiera vuole una forma particolare di silenzio, quella dell'ascolto.
Se la quarantena chiede isolamento; la quaresima chiede solitudine.
La quarantena ha due possibili risoluzioni: o l’isolato ne esce indenne o ne esce “untore” e “malato”.
Dalla quaresima si esce attraverso il Triduo pasquale: se ne esce dunque “unti” e “salvati”.
La quarantena vuole impedire il rischio di epidemie; la quaresima vuole il contagio, individuale e comunitario.
Dunque, ecco il percorso di quarantena quaresimale: soli, senza mai voler essere isolati e tristi (“e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”); bisogna contagiarsi della carità di Cristo e nella solidarietà per i fratelli (“non diventate malinconici come gli ipocriti”); la speranza in Cristo ci dona il largo respiro di un canto comune che dice l'esperienza della certezza che “il Signore si mostra geloso per la sua terra, e si muove a compassione del suo popolo”.

Beata quarantena!




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